
Nuova notte di apprensione lungo il confine orientale della Nato, dove una serie di attacchi con droni russi contro obiettivi ucraini ha fatto scattare l’allarme in Romania. Le autorità di Bucarest hanno attivato le procedure di emergenza e disposto il decollo di due Eurofighter Typhoon italiani impegnati nella missione di sorveglianza aerea dell’Alleanza Atlantica.
L’episodio si è verificato tra il 13 e il 14 giugno nella contea di Tulcea, area romena che si affaccia sul delta del Danubio e confina con il territorio ucraino. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa romeno, la Russia ha lanciato una nuova ondata di attacchi con droni contro infrastrutture e obiettivi situati nelle vicinanze della frontiera fluviale tra i due Paesi.
L’intervento dei caccia italiani
Per monitorare la situazione e garantire la sicurezza dello spazio aereo dell’Alleanza, due Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare italiana, schierati presso la base Nato di Mihail Kogălniceanu, sono decollati poco dopo la mezzanotte. I velivoli hanno svolto attività di sorveglianza lungo il confine mentre le autorità seguivano gli spostamenti dei bersagli aerei individuati nell’area.
Parallelamente è stato inviato un messaggio di allerta alla popolazione residente nel nord della contea di Tulcea. Il sistema di emergenza nazionale ha avvisato i cittadini del possibile rischio legato alla caduta di oggetti provenienti dallo spazio aereo durante gli attacchi in corso oltre confine.
I radar hanno rilevato diversi obiettivi aerei nei pressi della città ucraina di Vylkove, a pochi chilometri dal territorio romeno. L’allarme è rientrato poco dopo l’una di notte e i caccia italiani hanno fatto ritorno alla base intorno all’1.44.
Nessuna violazione dello spazio aereo romeno
Le verifiche effettuate dalle autorità militari non hanno evidenziato sconfinamenti nello spazio aereo della Romania né impatti sul territorio nazionale. Nonostante ciò, l’episodio conferma il clima di crescente tensione che interessa il fianco orientale della Nato, sempre più esposto agli effetti collaterali del conflitto tra Russia e Ucraina.
Negli ultimi mesi si sono verificati diversi incidenti nelle aree di confine. A fine maggio un drone si era schiantato contro un edificio residenziale nella città di Galați, provocando un incendio e il ferimento di una donna e di un bambino. Pochi giorni dopo, un altro velivolo senza pilota aveva perso il controllo nei pressi del porto di Costanza, importante snodo strategico per le attività dell’Alleanza nel Mar Nero.
Di fronte al ripetersi di questi episodi, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha ribadito che l’Alleanza è pronta a difendere integralmente il proprio territorio. La Romania ha nel frattempo chiesto un’accelerazione nel trasferimento di nuove capacità di difesa anti-drone per rafforzare la protezione delle aree più esposte lungo il confine con l’Ucraina.


