
Accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran per fermare la guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. L’annuncio è arrivato dal premier pakistano Shehbaz Sharif, mentre Donald Trump ha celebrato l’intesa invitando le petroliere ad “accendere i motori”. La firma è prevista venerdì 19 giugno in Svizzera, dove dovrebbe aprirsi anche il percorso verso un accordo definitivo sul nucleare iraniano. Teheran conferma l’intesa rivendicando di aver costretto Washington a firmare, mentre i Paesi europei chiedono passi concreti e verificabili. L’effetto sui mercati è stato immediato: il petrolio è crollato e le Borse asiatiche hanno reagito con forti rialzi. Nell’accordo rientra anche lo stop ai bombardamenti in Libano, mentre resta aperto il nodo nucleare, con Trump che minaccia una ripresa degli attacchi se non si arriverà a una soluzione definitiva. Meloni: “Italia pronta a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”

17.50 Firmato il memorandum
Il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti è stato firmato ieri digitalmente dal presidente Donald Trump e il suo vice Jd Vance per la parte americana, e dal capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf per la parte iraniana. Lo ha riferito ad Axios una fonte Usa.
13.40 – Meloni, cogliere occasione pace. Pronti missione Hormuz
“Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa”. Giorgia Meloni lo ribadisce nella dichiarazione in cui sottolinea che “si tratta di un’occasione di pace che va colta”. “L’Italia, come gia’ in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo. I principi sono chiari: l’Iran non puo’ dotarsi dell’arma nucleare e la liberta’ di navigazione deve essere garantita”, aggiunge. “Siamo pronti, insieme agli altri partner e – aggiunge il presidente del Consiglio – fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”. “È necessario, infine, che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese”, conclude Meloni.
08.13 – Bibi: “Nessun ritiro dal Libano”
Israele non si ritirerà dal Libano e non si considera vincolato dalla clausola contenuta nell’accordo con l’Iran. Tra i ministri del governo vi è la convinzione che Israele difenda i propri interessi in Libano e Netanyahu ne ha ricevuto il pieno sostegno durante la riunione di gabinetto. Lo ha detto il Primo Ministro israeliano Netanyahu a Donald Trump. Secondo fonti israeliane, Netanyahu ha chiarito che le Forze di Difesa Israeliane manterranno le loro attuali posizioni in Libano e continueranno a operare per contrastare la minaccia di Hezbollah, distruggendo le infrastrutture terroristiche e rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele.
02:14 – Trump minaccia nuovi attacchi
Donald Trump, in una conversazione telefonica con il New York Times, ha avvertito che senza un accordo nucleare definitivo con l’Iran gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi militari contro Teheran. Il presidente americano ha spiegato che il percorso negoziale inizierà venerdì in Svizzera e ha sostenuto che l’intesa garantirà uno Stretto di Hormuz stabilmente libero da pedaggi.
02:13 – Le Borse asiatiche festeggiano
I mercati asiatici hanno accolto positivamente l’accordo tra Usa e Iran. La Borsa di Tokyo ha aperto con un rialzo del 3%, mentre Seul ha segnato un balzo del 4%, confermando l’immediata reazione dei mercati alla prospettiva di una riapertura di Hormuz e di una distensione nel Golfo.
01:44 – Europa pronta sulle sanzioni
Regno Unito, Francia, Germania e Italia si dicono pronte a revocare alcune sanzioni contro l’Iran se Teheran compirà passi concreti e verificabili sul programma nucleare. I quattro Paesi ribadiscono che l’Iran non deve mai acquisire armi nucleari e chiedono la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
01:04 – I leader europei accolgono l’intesa
Italia, Francia, Germania e Regno Unito accolgono con favore il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. I leader europei parlano di una svolta diplomatica e chiedono che i negoziati dettagliati si concludano rapidamente, in modo da rendere l’accordo completo e pienamente operativo.
01:01 – Gutierres parla di svolta
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Gutierres, ha definito l’accordo tra Usa e Iran una tappa cruciale verso la pace. Le Nazioni Unite guardano ora alla fase di applicazione dell’intesa, considerata decisiva per evitare una nuova escalation regionale.
00:38 – Macron porta il dossier al G7
Emmanuel Macron ha annunciato che il G7 discuterà le conseguenze dell’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Al centro del confronto ci saranno la riapertura duratura dello Stretto di Hormuz, il sostegno al Libano e il futuro del programma nucleare e missilistico iraniano.
00:36 – Hormuz riaprirà venerdì
Sia Teheran sia Washington hanno precisato che lo Stretto di Hormuz riaprirà venerdì, dopo la firma dell’accordo di pace in Svizzera. La riapertura del passaggio marittimo è considerata uno dei punti centrali dell’intesa e ha già avuto effetti sul prezzo del petrolio.
00:33 – Vance atteso in Svizzera
Il vicepresidente americano JD Vance ha confermato che sarà presente venerdì in Svizzera per la firma dell’accordo con l’Iran. A Fox News ha definito l’intesa una grande vittoria, senza escludere la possibile presenza anche di Donald Trump alla cerimonia.
00:20 – Il petrolio crolla
Dopo l’annuncio dell’accordo tra Usa e Iran, il prezzo del petrolio è sceso bruscamente. Il Wti perde il 4,8%, attestandosi a 80,80 dollari al barile, mentre il Brent cede il 3,9%, scendendo a 83,89 dollari.
00:12 – Teheran annuncia la fine della guerra
Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su più fronti, compreso il Libano. I negoziati per un accordo definitivo tra Teheran e Washington dovrebbero svolgersi nell’arco di sessanta giorni.
00:10 – Iran e Oman gestiranno Hormuz
Secondo l’agenzia iraniana Fars, il traffico marittimo nel Golfo Persico sarà regolato in collaborazione tra Iran e Oman. La gestione dello Stretto di Hormuz rientra tra i punti più delicati dell’intesa raggiunta con Washington dopo giorni di tensione militare.
00:04 – Trump rinvia il nodo nucleare
Donald Trump ha spiegato al Wall Street Journal che la questione nucleare iraniana sarà affrontata più avanti, probabilmente entro uno o due mesi. Il presidente americano ha parlato di un dossier non urgente, ma ha lasciato intendere che il tema resta il vero banco di prova dell’accordo.
00:03 – Trump autorizza la riapertura
Donald Trump ha annunciato la piena riapertura dello Stretto di Hormuz, celebrando l’intesa con Teheran. Il presidente americano ha invitato le petroliere ad accendere i motori, presentando l’accordo come una svolta per la sicurezza energetica e commerciale.
00:02 – Teheran conferma l’accordo
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha confermato l’intesa sul memorandum con gli Stati Uniti. La tv iraniana ha rivendicato l’accordo come il risultato della resistenza della Repubblica islamica, sostenendo che Teheran abbia costretto il nemico americano-sionista a porre fine alla guerra.
00:01 – Il Pakistan annuncia l’intesa
È stato il premier pakistano Shehbaz Sharif ad annunciare l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. La firma è prevista venerdì 19 giugno in Svizzera. L’intesa prevede anche lo stop dei bombardamenti in Libano e la riapertura dello Stretto di Hormuz.


