
La guerra tra Stati Uniti e Iran sembra avvicinarsi a una svolta storica. Dopo settimane di negoziati e mediazioni internazionali, è prevista per venerdì 19 giugno a Ginevra la firma del memorandum d’intesa che dovrebbe sancire la cessazione delle operazioni militari sui diversi fronti del conflitto. L’accordo, secondo quanto emerso finora, non rappresenta ancora una pace definitiva ma costituisce la cornice politica e diplomatica per una tregua destinata ad aprire una nuova fase di colloqui.
Tra i punti principali figurano la riapertura dello Stretto di Hormuz, la sospensione delle ostilità che coinvolgono anche il Libano e l’avvio di un nuovo negoziato sul programma nucleare iraniano. Restano tuttavia numerose incognite, alimentate sia dallo scetticismo di parte dell’intelligence americana sia dalle dichiarazioni di Israele, che ha già annunciato l’intenzione di mantenere la propria presenza militare in Libano, Siria e Gaza.
Sul piano internazionale, le principali potenze europee hanno accolto positivamente il memorandum, dichiarandosi pronte a sostenere il processo diplomatico e valutando un alleggerimento graduale delle sanzioni nei confronti di Teheran. La giornata si preannuncia quindi decisiva per comprendere se la tregua potrà trasformarsi in un accordo stabile o se le profonde divergenze tra le parti continueranno a rappresentare un ostacolo alla pace.
16:15 – Accordo Usa-Iran, la firma venerdì a Lucerna
L’accordo tra Iran e Stati Uniti verrà firmato venerdì a Burgenstock, vicino Lucerna. Lo ha riferito Berna.

12:31Ft: ‘Usa valutano fondo da 300 miliardi per Iran, legato a obiettivi rispettati’, Trump: “Una cosa ridicola”
L’amministrazione Trump valuta la creazione di un fondo da 300 miliardi di dollari per l’Iran qualora Teheran accetti un accordo definitivo per mettere fine alla guerra che includa il nucleare. Lo riporta il Financial Times citando un funzionario americano, secondo il quale il fondo sarebbe legato alla performance dell’Iran nel rispettare gli obiettivi fissati. La creazione del fondo sarebbe condizionata all’accordo finale che è parte del memorandum di intesa e seguirebbe l’estensione del cessate il fuoco di 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e ulteriori trattative sul nucleare.
“Una cosa ridicola” ha risposto Trump ai giornalisti che al G7 di Evian gli hanno chiesto conto dell’indiscrezione lanciata dal FT. “Non sono previsti finanziamenti all’Iran”, ha aggiunto.
10:20 – Araghchi: dopo la firma inizierà un nuovo ciclo di negoziati
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che, subito dopo la firma prevista a Ginevra, prenderà il via un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran. Secondo il capo della diplomazia di Teheran, la prima fase dell’intesa riguarda la fine delle ostilità, la riapertura dello Stretto di Hormuz e le questioni legate alla ricostruzione. La seconda fase durerà sessanta giorni e sarà dedicata al programma nucleare iraniano e all’allentamento delle sanzioni internazionali.
09:06 – Attesa nello Stretto di Hormuz per la riapertura del traffico marittimo
Le immagini provenienti dall’area dello Stretto di Hormuz mostrano numerose navi in attesa della riapertura completa della rotta commerciale. Il memorandum prevede il ritorno alla libera navigazione senza pedaggi, anche se fonti iraniane precisano che il provvedimento avrà inizialmente una validità limitata a sessanta giorni.
07:41 – Vance: Trump potrebbe rendere pubblico l’accordo prima di venerdì
Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato che Donald Trump potrebbe diffondere il contenuto dell’accordo preliminare già nelle prossime ore, senza attendere la firma ufficiale di Ginevra. Vance ha definito il memorandum un documento sintetico e ancora molto generale, spiegando che i dettagli tecnici saranno oggetto dei successivi negoziati.
Secondo funzionari statunitensi, il documento sarebbe già stato sottoscritto elettronicamente dai rappresentanti delle parti coinvolte, mentre i colloqui operativi sul dossier nucleare dovrebbero iniziare già questa settimana.
05:11 – La Cia esprime dubbi sulle reali intenzioni dell’Iran
Negli Stati Uniti emergono però perplessità all’interno dell’apparato di sicurezza. Secondo indiscrezioni, il direttore della Cia John Ratcliffe avrebbe informato la Casa Bianca che le informazioni raccolte dall’intelligence non confermerebbero pienamente la disponibilità iraniana a rispettare tutti gli impegni previsti dall’intesa.
Lo scetticismo sarebbe condiviso anche da alcuni esponenti dell’amministrazione americana, mentre altri consiglieri vicini a Trump continuano a sostenere la necessità di procedere rapidamente verso la normalizzazione dei rapporti con Teheran.
03:49 – Vance: distruggeremo insieme agli iraniani l’uranio arricchito
In un’intervista televisiva, JD Vance ha dichiarato che una delle prospettive del futuro accordo definitivo sarà la distruzione delle scorte di uranio arricchito presenti in Iran attraverso un processo supervisionato congiuntamente da Washington e Teheran.
Le dichiarazioni del vicepresidente americano rappresentano uno dei primi riferimenti concreti ai contenuti del negoziato che dovrebbe svilupparsi nelle prossime settimane.
03:49 – Axios: possibile revoca delle sanzioni e ritiro delle forze Usa
Secondo indiscrezioni pubblicate da Axios, un eventuale accordo definitivo sul nucleare potrebbe portare entro trenta giorni alla progressiva revoca delle sanzioni americane contro l’Iran e al ritiro delle forze statunitensi mobilitate durante il conflitto.
Le misure sarebbero tuttavia subordinate alla verifica del rispetto degli impegni assunti da Teheran e all’esito dei negoziati che inizieranno dopo la firma del memorandum.


