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Incubo inflazione per gli italiani: dal cibo alla benzina, cosa aumenta e di quanto!

Pubblicato: 16/06/2026 14:09

L’inflazione torna a correre in Italia e a maggio raggiunge il 3,2% su base annua, il livello più alto dal settembre 2023. I dati definitivi diffusi dall’Istat confermano le stime preliminari e certificano un’accelerazione significativa rispetto al 2,7% registrato ad aprile. In appena tre mesi, da febbraio a maggio, le famiglie italiane hanno visto ridursi il proprio potere d’acquisto di circa il 2%.

A spingere verso l’alto il costo della vita sono soprattutto i beni energetici non regolamentati, che registrano un aumento annuo del 12,5%, in netto rialzo rispetto al 9,6% del mese precedente. Crescono anche gli energetici regolamentati (+5,6%) e i servizi di trasporto, che passano dallo 0,6% all’1,7%, contribuendo a rendere più pesante il conto per consumatori e imprese.

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la recente tensione sui mercati energetici, aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, ha avuto effetti immediati sui prezzi. «L’inflazione al 3,2% rappresenta un record che non si vedeva dal settembre 2023», sottolinea Dona, evidenziando come il rincaro non riguardi soltanto energia e carburanti.

Una delle poche note positive arriva dal cosiddetto carrello della spesa. I prezzi di alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona rallentano infatti dal 2,3% all’1,9%. Un miglioramento che, secondo gli esperti, è però destinato a essere temporaneo e legato principalmente all’esaurimento degli effetti stagionali delle festività pasquali.

Restano invece elevati i rincari dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, quelli che incidono maggiormente sul bilancio quotidiano delle famiglie. In questo comparto l’aumento passa dal 4,2% al 4,4%, mentre l’inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari freschi, sale dall’1,6% all’1,7%, segnale che le pressioni sui prezzi continuano a diffondersi in diversi settori dell’economia.

Tra i principali responsabili della crescita dei prezzi spiccano i carburanti. La benzina registra un balzo annuo del 10,7%, mentre gli altri carburanti per mezzi privati salgono del 9,8%. Crescono anche le tariffe del gas naturale nel mercato libero (+8,2%). In controtendenza il gasolio, sia per i trasporti sia per il riscaldamento, che mostra un lieve rallentamento rispetto ai mesi precedenti.

Nel comparto dell’energia regolamentata si osserva invece una moderata accelerazione del gas nel mercato tutelato, che raggiunge il 12,7% annuo. L’elettricità nel mercato tutelato rimane invece stabile al 2,3%, senza variazioni significative rispetto ad aprile.

Sul fronte alimentare emergono segnali contrastanti. Gli alimentari non lavorati rallentano leggermente, passando dal 5,9% al 5,5%, ma al loro interno si registrano forti differenze. I prezzi di frutta e frutta secca accelerano sensibilmente, mentre quelli di ortaggi, legumi e altri prodotti freschi mostrano una crescita più contenuta. Gli alimentari lavorati scendono invece allo 0,2%, evidenziando una pressione inflazionistica più debole.

Anche il settore dei servizi contribuisce alla crescita dell’inflazione. Aumentano i costi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, ma soprattutto quelli legati a turismo e trasporti. Gli alloggi registrano un incremento del 3,9%, mentre tornano a salire i prezzi dei trasporti aerei e marittimi. Tradotto in termini concreti, secondo l’Unione Nazionale Consumatori una famiglia media dovrà sostenere una spesa aggiuntiva di 819 euro l’anno. Per una coppia con due figli il conto supera i 1.150 euro, con i rincari maggiori concentrati su trasporti, bollette e alimentazione. Unica eccezione il comparto informazione e comunicazione, che garantisce un piccolo risparmio annuo di circa 24 euro.

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