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Torre Milano, arriva la sentenza sul caso Urbanistica: la decisione dei giudici

Pubblicato: 16/06/2026 13:17

Si chiude con un’assoluzione piena il primo processo nato dalle inchieste sull’urbanistica milanese. Il Tribunale di Milano ha assolto tutti gli otto imputati coinvolti nel caso della Torre Milano di via Stresa, contestata dalla Procura come esempio di presunta lottizzazione abusiva e abuso edilizio.

La giudice Paola Braggion ha pronunciato una sentenza destinata ad avere ripercussioni anche sugli altri filoni investigativi aperti negli ultimi anni sulla gestione urbanistica del capoluogo lombardo. La formula scelta è netta: “il fatto non costituisce reato”.

La sentenza e le motivazioni del Tribunale

La Procura di Milano, rappresentata dalla pm Marina Petruzzella, aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati e persino la confisca del grattacielo. Richieste che il Tribunale ha integralmente respinto.

In una nota diffusa dal presidente del Tribunale, Fabio Roia, viene spiegato che manca l’elemento soggettivo del reato, sia sotto il profilo doloso sia colposo.

Secondo i giudici, negli anni si sono susseguite interpretazioni differenti del concetto di ristrutturazione edilizia, sia nella giurisprudenza penale sia in quella amministrativa, fino alle più recenti pronunce della Corte Costituzionale.

Il Tribunale evidenzia inoltre che la prassi consolidata del Comune di Milano consentiva interventi come quello realizzato per Torre Milano attraverso il titolo edilizio effettivamente rilasciato, ossia una Scia con atto d’obbligo.

Chi sono gli imputati assolti

Tra gli imputati figuravano dirigenti comunali, funzionari e imprenditori coinvolti nella realizzazione del progetto.

Assolti:

  • Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune di Milano;
  • gli imprenditori Stefano Rusconi e Carlo Rusconi;
  • Franco Zinna, ex dirigente della Direzione Urbanistica;
  • l’architetto Gianni Maria Beretta;
  • gli ex funzionari comunali Francesco Mario Carrillo, Maria Chiara Femminis e Pietro Ghelfi.

Per tutti è arrivata l’assoluzione con formula piena. Le motivazioni complete saranno depositate entro novanta giorni.

Cos’era contestato alla Torre Milano

Al centro del procedimento vi era la costruzione della Torre Milano, un edificio residenziale alto oltre 80 metri e composto da 24 piani.

Secondo l’accusa, l’intervento sarebbe stato realizzato attraverso una procedura semplificata, la cosiddetta Scia con atto d’obbligo, anziché mediante un piano attuativo corredato da convenzione urbanistica.

Per la Procura si sarebbe trattato di una nuova costruzione presentata come semplice ristrutturazione. Una contestazione che rappresenta uno degli elementi comuni a diverse inchieste urbanistiche aperte negli ultimi anni a Milano.

La sentenza, almeno in questo primo processo, ha escluso la fondatezza di tale impostazione.

Le reazioni della difesa

Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati degli imputati. Il legale di Stefano Rusconi ha definito la decisione «un raggio di luce nella notte che ha avvolto la città per tre anni», sostenendo che il verdetto riconosca la correttezza di chi ha operato seguendo le regole urbanistiche allora vigenti.

Al momento della lettura della sentenza, in aula è scattato un applauso da parte di alcuni imputati presenti.

Sala: “Colpiti persone oneste”

La sentenza è stata commentata anche dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha parlato di una forte amarezza per il modo in cui sono state formulate le accuse.

Sala ha dichiarato di essere rimasto colpito dal coinvolgimento di persone che considera corrette e oneste, citando in particolare l’ex assessore Giancarlo Tancredi, coinvolto in altri filoni delle indagini urbanistiche.

Il sindaco ha inoltre criticato l’utilizzo di espressioni come “sovvertimento della democrazia urbanistica”, sostenendo che tali formulazioni abbiano contribuito a screditare istituzioni e amministratori davanti all’opinione pubblica.

Pur riconoscendo le difficoltà interpretative derivanti da una normativa urbanistica complessa e in parte datata, Sala ha chiesto una riflessione sull’operato degli uffici giudiziari alla luce di questo primo pronunciamento.

Un precedente importante per le altre inchieste

La decisione del Tribunale rappresenta il primo verdetto arrivato nell’ambito delle numerose indagini che da quasi quattro anni coinvolgono il settore urbanistico milanese.

Pur riguardando esclusivamente il caso Torre Milano, la sentenza potrebbe avere un peso rilevante anche sugli altri procedimenti ancora aperti, molti dei quali si fondano sulla stessa interpretazione delle norme edilizie contestata dalla Procura.

Per comprendere la portata effettiva del verdetto sarà però necessario attendere il deposito delle motivazioni e gli eventuali sviluppi nei successivi gradi di giudizio.

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