Vai al contenuto

Ilaria Salis vede questo video e sbotta: “Che orrore, fascisti, nessuno può più dirsi al sicuro”

Pubblicato: 17/06/2026 18:03

L’approvazione definitiva del nuovo Regolamento europeo sui rimpatri continua ad alimentare lo scontro politico sia in Italia che a Bruxelles. Dopo il voto favorevole del Parlamento europeo, che ha dato il via libera alla riforma con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, tra le voci più critiche si è fatta sentire quella di Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra.
A scatenare la sua reazione è stato un video circolato sui social che mostra alcuni eurodeputati festeggiare l’approvazione del provvedimento al grido di “send them back”, ovvero “rimandateli indietro”. Un’immagine che Salis ha commentato duramente attraverso un lungo post pubblicato su X.

L’attacco di Salis: “Che orrore, i fascisti che festeggiano”

L’europarlamentare ha definito “orribile” quanto mostrato nelle immagini, accusando una parte delle forze politiche europee di esultare per una misura che, a suo giudizio, colpisce persone innocenti.

“Che orrore, i fascisti che festeggiano l’approvazione del Regolamento Rimpatri al Parlamento Ue al grido di ‘send them back'”, ha scritto Salis. Nel suo intervento ha poi parlato di una “miseria umana senza fondo”, contestando il fatto che si possa gioire per l’espulsione di migranti e sostenendo che la nuova normativa rappresenti una compressione dei diritti fondamentali.

Secondo l’eurodeputata, il rischio è quello di normalizzare progressivamente la discriminazione nei confronti di determinate categorie sociali, a partire dai migranti.

“Oggi i migranti, domani chiunque non si conforma”

Nel suo messaggio Salis ha allargato il ragionamento oltre il tema dell’immigrazione, sostenendo che le conseguenze di questo approccio potrebbero estendersi anche ad altri ambiti della società.

L’eurodeputata ha affermato che oggi nel mirino delle destre europee ci sarebbero soprattutto le persone migranti e le minoranze etniche, ma che in futuro potrebbero essere colpite anche altre categorie considerate scomode o non allineate.

“Quando anche i diritti più fondamentali iniziano a diventare un privilegio e la negazione dell’umanità dell’altro viene normalizzata, nessuno può più dirsi davvero al sicuro”, ha scritto Salis, collegando la questione migratoria a un più ampio dibattito sullo stato delle democrazie europee.

Cosa prevede il nuovo regolamento sui rimpatri

La riforma approvata dal Parlamento europeo introduce una serie di modifiche alle procedure di espulsione dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione Europea.

Tra le principali novità figurano l’obbligo di maggiore cooperazione da parte delle persone destinatarie di un provvedimento di rimpatrio, la possibilità di trattenimento fino a 24 mesi in determinate circostanze e il rafforzamento del riconoscimento reciproco delle decisioni di espulsione tra gli Stati membri.

Il regolamento apre inoltre alla possibilità di utilizzare hub di rimpatrio situati in Paesi terzi, una misura che richiama il modello sostenuto dal governo italiano attraverso il protocollo con l’Albania e che è stata uno dei punti più contestati dalle forze della sinistra europea.

L’approvazione della riforma segna uno dei passaggi più significativi della nuova politica migratoria dell’Unione Europea, ma il confronto politico sul tema appare destinato a proseguire ancora a lungo.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 17/06/2026 18:52

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure