
Una tranquilla giornata di navigazione nel Canale della Manica si è trasformata in un episodio dai contorni internazionali per una coppia di pensionati britannici che si è ritrovata coinvolta in un delicato incidente con una nave militare russa. Jane e Alan Kelvey, a bordo dello yacht Bright Future, respingono però con decisione le ricostruzioni diffuse nelle ore successive da Mosca e Londra.
Intervistata dalla BBC, Jane Kelvey ha definito l’accaduto “surreale”, sostenendo che non vi fosse alcun pericolo concreto prima dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco. Secondo la donna, la loro imbarcazione non era affatto in rotta di collisione con la fregata russa Ammiraglio Grigorovich, protagonista dell’episodio.
La vicenda si è verificata mentre i coniugi stavano navigando a circa 23 miglia dall’Isola di Wight. In quel tratto di mare, il loro yacht è entrato in prossimità della nave da guerra russa, dando origine a una sequenza di eventi che oggi alimenta polemiche e interrogativi.

Secondo il racconto dei Kelvey, la fregata avrebbe inizialmente emesso cinque segnali di sirena, interpretati come una richiesta di conferma visiva. “Ci avete visti?”, sarebbe stato il messaggio implicito trasmesso dall’unità militare. Una situazione che, almeno in quel momento, non appariva particolarmente allarmante.
La coppia sostiene di aver reagito immediatamente modificando la propria rotta. “Abbiamo virato di due gradi per mostrare chiaramente che stavamo effettuando un cambiamento deliberato”, ha spiegato Jane Kelvey. Un gesto che, nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto dissipare qualsiasi dubbio sulle manovre dell’imbarcazione civile.
Pochi istanti dopo, tuttavia, la tensione sarebbe salita improvvisamente. La nave russa avrebbe suonato nuovamente la sirena e, circa un minuto più tardi, sarebbero stati esplosi quattro o cinque colpi di arma da fuoco. Per i coniugi non si sarebbe trattato di spari diretti contro lo yacht, bensì di colpi di avvertimento esplosi in aria.
A quel punto il comandante del Bright Future ha effettuato una manovra più decisa, accendendo anche il motore per allontanarsi rapidamente dall’area. Una scelta dettata dalla prudenza, ma che secondo i Kelvey dimostrerebbe come gli spari abbiano finito per creare una situazione di rischio maggiore rispetto a quella esistente in precedenza.
La coppia contesta apertamente la necessità dell’intervento militare. A loro giudizio, i colpi sarebbero stati “completamente non necessari” e avrebbero rappresentato un potenziale pericolo per la navigazione, costringendo l’equipaggio dello yacht a una manovra improvvisa in mare aperto.
Non meno dura la critica rivolta alle autorità britanniche. In altre dichiarazioni rilasciate ai media, i Kelvey hanno accusato il Ministero della Difesa del Regno Unito di aver cercato di minimizzare o mettere in secondo piano la loro versione dei fatti. Una ricostruzione che aggiunge un nuovo elemento di tensione a un episodio già destinato a far discutere sul delicato equilibrio tra traffico civile e operazioni militari nelle acque europee.


