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Renzi&Vannacci, la coppia più strana (e famigerata) d’Italia

Pubblicato: 17/06/2026 17:30

Nei resoconti parlamentari di Giulio Ucciero sull’HuffPost Italia si riferiva di una strana coppia, possibilmente più famigerata di Sacco&Vanzetti. Trattasi di due sardonici toscani, uno di adozione essendo nato a La Spezia, al secolo Renzi&Vannacci, ed il cronista addirittura annota che il primo, il diabolico Renzi, sia almeno parzialmente lo spin doctor del secondo. I due si sono incontrati, pare, un paio di volte quest’anno, e si mandano messaggini, in cui il toscano di Rignano invita quello di Viareggio ad attaccare la Meloni.

Non c’è da stupirsi, i toscani sono cosi, provocatori e dissacratori, feroci pure tra loro se si vedono gli agguati e delitti tra Guelfi. Il più sanguigno dei felpati democristiani resta infatti l’aretino Amintore Fanfani, sanguigno e fumantino. Entrambi, l’ex premier ed il generale, sono decisamente ascrivibili alla categoria dei guastatori, uno fu il rottamatore della sinistra ante litteram, l’altro aspira ad essere quello della destra post missina, quella ripulita da Fini e portata a Chigi dalla conservatrice ed atlantica Meloni, per tornare alle origini, più di Rauti che di Almirante.

Renzi non ha un curriculum militare, non ha fatto per età la leva obbligatoria, ma ha un pelosissimo cv da politico di fine ciclo democristiano. Presidente di Provincia, poi subito sindaco di Firenze, segretario del PD rottamato e infine Presidente del Consiglio. Tutto questo in 10 anni. Ad oggi un record che però Vannacci intende battere da buon paracadutista. Probabilmente il 24 giugno, S. Giovanni, patrono di Firenze, sarà davanti al carcere di Rebibbia, ad abbracciare all’uscita il camerata Alemanno, proprio il genero di Rauti ed esponente eclettico della Destra sociale.

Il passo successivo quale sarà? Renzi, nel suo perfido ruolo, potrebbe suggerirgli una bella passeggiata a servizio di fotografi e telecamere sul lungo lago a Salò, terra di repubblica sociale, una visita al Vittoriale del vate D’Annunzio, e al palazzo del governo dove comandava un altro Generale, governatore di Tripoli e della Cirenaica, Viceré d’Etiopia, il maresciallo Rodolfo Graziani. Potrebbe essere lì con la sua “feccia”, come li chiama orgogliosamente lui, e magari fischiettare “Feccetta Nera” , inno più appropriato di Futura di Dalla. Guastando, guastando, la strana coppia metterà in una tenaglia la Meloni, per abbatterla. Poi ognuno per se, e che Dio ci assista tutti.

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