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Campo largo, Conte chiude a Renzi: il centrosinistra si divide prima ancora di partire

Pubblicato: 18/06/2026 07:20

Le date ci sono, le piazze anche. Ma l’unità del centrosinistra continua a essere un cantiere aperto. L’8 e il 15 luglio il nucleo più a sinistra del cosiddetto campo largo si ritroverà per due appuntamenti dedicati alla costruzione del programma alternativo al governo di Giorgia Meloni. Attorno al tavolo ci saranno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Assente, almeno per ora, Matteo Renzi.

Da Italia Viva fanno sapere che non esiste alcuna esclusione formale e che, dopo questi primi incontri, dovrebbero arrivare altri appuntamenti allargati anche ai soggetti centristi, compresi Renzi, Riccardo Magi ed Enzo Maraio. Ma le parole pronunciate da Conte rischiano di complicare ulteriormente il percorso.

Conte-Renzi, scontro aperto nel campo largo

Intervistato da Andrea Scanzi, il leader del Movimento 5 Stelle ha infatti escluso senza esitazioni la presenza di Renzi nel futuro schieramento progressista. «No», ha risposto alla domanda sulla possibile partecipazione dell’ex presidente del Consiglio. Conte ha spiegato che il problema riguarda l’affidabilità dei compagni di viaggio e ha avvertito contro il rischio di costruire una semplice sommatoria elettorale destinata a dissolversi una volta conquistato il governo.

La replica di Renzi è arrivata poche ore dopo ed è stata particolarmente dura. Il leader di Italia Viva ha rivendicato il ruolo dell’area riformista e ha sostenuto che una coalizione composta esclusivamente da Pd, Movimento 5 Stelle e sinistra non sarebbe in grado né di vincere né di governare. Pur confermando la volontà di lavorare fino all’ultimo per un’intesa programmatica, Renzi ha avvertito che chi dovesse rompere il dialogo dovrà poi spiegare la propria scelta agli elettori.

A rendere ancora più evidente la tensione è intervenuto anche Carlo Calenda, che ha commentato ironicamente sui social la fotografia dei leader del campo largo chiedendosi se Renzi fosse «sotto il tavolo».

La partita del centro tra Renzi e Onorato

La foto era stata pubblicata per primo da Nicola Fratoianni dopo un pranzo romano tra i leader della coalizione. «Al lavoro. Per cambiare l’Italia», aveva scritto il segretario di Sinistra Italiana annunciando gli appuntamenti di luglio. Tra i commenti è comparso anche quello di Ilaria Salis, che ha rilanciato il tema del diritto alla casa, riaprendo una delle questioni più divisive all’interno dell’area progressista.

Le due iniziative previste per luglio dovrebbero svolgersi in piazza, probabilmente una nel Nord e una nel Sud del Paese. L’obiettivo è costruire una partecipazione popolare che ricordi, almeno nelle intenzioni, l’esperienza dei comitati dell’Ulivo degli anni Novanta. Un progetto che molti attribuiscono anche all’influenza di Romano Prodi, che nelle ultime settimane avrebbe incoraggiato Schlein a lavorare sulla definizione di un programma condiviso e sul coinvolgimento diretto degli elettori.

Il problema, però, non riguarda soltanto i leader. La vera sfida è quella di rendere compatibili elettorati che negli ultimi anni hanno spesso dimostrato di non riconoscersi nella stessa coalizione. In particolare quello del Movimento 5 Stelle, che nelle elezioni amministrative e regionali ha più volte mostrato una forte autonomia rispetto agli schemi tradizionali del centrosinistra.

Mentre la sinistra prova a rafforzare il proprio asse politico, nel centro del campo largo si stanno muovendo strategie differenti. Da una parte c’è Matteo Renzi, impegnato nella costruzione di una nuova area riformista. Dall’altra Alessandro Onorato, che sembra invece guardare con maggiore interesse all’asse con Giuseppe Conte attraverso la mediazione di Goffredo Bettini.

Renzi continua a lavorare all’allargamento della propria rete politica. L’intesa con +Europa e con il Psi appare avanzata e il recente cambio di nome dei gruppi parlamentari, con l’aggiunta della definizione Casa Riformista, rappresenta un ulteriore segnale di questa strategia. Sul piano politico può inoltre contare su un rapporto ormai consolidato con Elly Schlein, alla quale ha garantito sostegno nella futura competizione per Palazzo Chigi.

Più complessa la situazione di Onorato. L’assessore romano ha visto raffreddarsi molti rapporti nel Partito Democratico e anche Ernesto Ruffini ha preso le distanze dalla sua iniziativa politica. Proprio Ruffini, intervenendo nel dibattito, ha lanciato un messaggio che sembra rivolto all’intero centrosinistra: nessuna politica delle esclusioni e nessun veto preventivo.

È questo, in fondo, il vero nodo che il campo largo dovrà sciogliere nei prossimi mesi. Prima ancora di definire il programma, il centrosinistra deve decidere chi vuole davvero sedere al tavolo. E la risposta, al momento, appare molto meno scontata di quanto la fotografia di gruppo vorrebbe far credere.

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