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Sorelle scomparse, la scoperta sui cellulari delle ragazze

Pubblicato: 18/06/2026 08:12

La comunità di Civitella Alfedena, un tranquillo borgo immerso nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, è stata scossa da una vicenda dai contorni estremamente sfumati e preoccupanti. Alisya e Sarah, due sorelle rispettivamente di sedici e dodici anni, sono svanite nel nulla a partire dalle prime ore della notte di sabato sei giugno. Le due minori si trovavano alloggiate presso una struttura di accoglienza locale, un ambiente protetto dal quale hanno deciso di allontanarsi volontariamente, calandosi da una finestra intorno alle due del mattino. Da quel preciso istante, le tracce delle due ragazze si sono perse in un vuoto informativo che sta tenendo con il fiato sospeso non soltanto i familiari, ma anche l’intera opinione pubblica e le forze dell’ordine impegnate senza sosta nelle operazioni di ricerca e nelle complesse attività investigative.

L’ultimo avvistamento e la fuga nella notte

Le ore immediatamente successive all’allontanamento hanno registrato un unico e fondamentale punto di contatto visivo con le due fuggitive. Sabato sei giugno, durante la giornata, le telecamere di sorveglianza di un bar del paese hanno ripreso Alisya e Sarah mentre si trovavano sedute all’interno dell’esercizio commerciale. Questa immagine rappresenta, allo stato attuale delle indagini, l’ultimo riscontro oggettivo della loro presenza fisica nell’area urbana di Civitella Alfedena. La pianificazione della fuga, avvenuta in piena notte e con modalità che lasciano presupporre una certa determinazione, solleva numerosi interrogativi sulla presenza di eventuali complici o di una rete di supporto esterna che possa aver agevolato il loro spostamento iniziale, consentendo alle giovani di allontanarsi rapidamente dalla struttura di accoglienza senza destare l’allarme immediato del personale di vigilanza.

Il rebus delle schede telefoniche intestate a terzi

Il vero e proprio nucleo investigativo attorno al quale ruotano le speranze degli inquirenti è rappresentato dall’analisi dei dispositivi di comunicazione in possesso delle minori. Le ragazze avrebbero portato con sé ben tre telefoni cellulari, un dettaglio insolito per la loro età e per la condizione in cui si trovavano. Gli accertamenti condotti dalle autorità sulle schede sim hanno rivelato uno scenario inaspettato e complesso. Una delle schede telefoniche risulta essere intestata a un uomo di origine kosovara, una figura sulla quale si stanno concentrando i massimi sforzi investigativi per comprendere la natura dei legami con le due sorelle. Una seconda scheda è invece risultata formalmente registrata a nome del compagno della madre di Alisya e Sarah. Questo intreccio di intestazioni solleva forti sospetti sulla provenienza dei dispositivi e sulle reali motivazioni che hanno spinto soggetti adulti a fornire tali strumenti di comunicazione alle due giovani.

Un ulteriore elemento di profonda inquietudine è costituito dal totale isolamento tecnologico che caratterizza la vicenda da diversi giorni. Tutti i dispositivi mobili in possesso delle sorelle risultano completamente inattivi da novantasei ore. L’ultimo segnale utile, intercettato e captato dalle antenne della rete mobile, risale alla giornata di mercoledì dodici giugno, localizzando la presenza dei telefoni all’interno della vasta e impervia area boschiva del Parco nazionale d’Abruzzo. Da quel momento in poi, si è registrato il vuoto elettronico più assoluto. Gli inquirenti stanno lavorando alacremente alla verifica del terzo numero di telefono, nella speranza che possa aver agganciato celle telefoniche più recenti o che possa fornire indicazioni utili sui successivi spostamenti delle ragazze, qualora le prime due sim fossero state deliberatamente disattivate o distrutte per evitare la localizzazione.

Le ipotesi al vaglio della magistratura

La procura e le forze dell’ordine non escludono alcuna pista interpretativa in questa delicata fase delle indagini. Se l’allontanamento iniziale possiede tutte le caratteristiche di un gesto volontario, la successiva prolungata assenza e il coinvolgimento di utenze telefoniche intestate a soggetti terzi, tra cui un cittadino straniero, aprono la strada a scenari ben più complessi e potenzialmente pericolosi. Si valuta con attenzione l’ipotesi che le due sorelle possano aver ricevuto assistenza logistica da parte di qualcuno che le attendeva all’esterno della comunità, o che l’allontanamento fosse finalizzato a raggiungere una destinazione specifica ben pianificata in precedenza. Il coordinamento tra le diverse forze di polizia sul territorio è massimo, e i controlli sono stati estesi oltre i confini regionali, monitorando stazioni ferroviarie, nodi autostradali e possibili punti di imbarco, nel timore che le minori possano aver già lasciato l’area protetta dell’Abruzzo per dirigersi altrove o per essere condotte fuori dal territorio nazionale.

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Ultimo Aggiornamento: 18/06/2026 09:40

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