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Scossa di terremoto nel Mediterraneo, torna la paura

Pubblicato: 19/06/2026 20:40

Una scossa di terremoto ha interessato l’Albania nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 19 giugno. Il sisma, registrato alle 18:26, ha avuto una magnitudo di 3.7 ed è stato localizzato lungo la costa meridionale del Paese, a sud della città di Valona. Nonostante l’intensità moderata, il terremoto è stato avvertito chiaramente dalla popolazione della zona a causa della profondità molto ridotta dell’evento, stimata in appena 5 chilometri.

Al momento non risultano danni a persone o edifici, ma la scossa ha richiamato l’attenzione su una delle aree geologicamente più attive dell’intero Mediterraneo orientale, dove i terremoti rappresentano un fenomeno frequente.

Una scossa amplificata dalla bassa profondità

Gli esperti spiegano che i terremoti molto superficiali tendono a essere percepiti in modo più netto rispetto a quelli che si verificano a profondità maggiori. Nel caso del sisma odierno, l’energia liberata ha raggiunto rapidamente la superficie, provocando vibrazioni avvertibili nelle località più vicine all’epicentro.

Per questo motivo anche un terremoto di magnitudo non particolarmente elevata può generare apprensione tra i residenti. Chi si trova nelle aree prossime all’epicentro spesso percepisce prima un forte boato e subito dopo una scossa breve ma intensa.

Perché la zona di Valona è così sismica

L’Albania si trova in una delle principali aree di contatto tra la placca africana e quella euroasiatica. Lo scontro tra queste grandi strutture geologiche genera continue tensioni nella crosta terrestre che vengono periodicamente rilasciate attraverso terremoti.

La regione di Valona occupa una posizione particolarmente delicata, tra le montagne dell’Albania meridionale e il Mar Ionio. In questa zona sono presenti numerose faglie attive capaci di produrre eventi sismici con una certa regolarità. Negli ultimi mesi, infatti, l’area è stata interessata da diverse scosse comprese tra magnitudo 3 e 4.

Una lunga storia di terremoti

La costa meridionale albanese ha alle spalle una lunga storia sismica. Tra gli eventi più significativi figura il grande terremoto del 1893 che colpì le aree di Valona e Himara con una magnitudo stimata intorno a 6.6. Le cronache dell’epoca raccontano di villaggi distrutti e numerose frane lungo i versanti che si affacciano sul mare.

Anche nel 1851 un forte terremoto provocò gravi danni in diverse zone del sud dell’Albania. Più recentemente, il Paese è stato segnato dal devastante sisma del 26 novembre 2019, con epicentro nell’area di Durazzo. Quel terremoto di magnitudo 6.4 causò decine di vittime, migliaia di feriti e danni ingenti a edifici e infrastrutture.

Un rischio che riguarda anche il Sud Italia

Dal punto di vista geologico, l’Albania meridionale e il Sud Italia fanno parte dello stesso complesso sistema tettonico mediterraneo. Le strutture responsabili della sismicità balcanica sono infatti collegate a quelle che interessano il Mar Ionio, la Calabria e la Sicilia orientale.

Per questo motivo i terremoti più forti che si verificano lungo la costa albanese possono essere avvertiti anche sulle coste italiane dell’Adriatico e dello Ionio. La scossa registrata oggi non rappresenta un evento preoccupante, ma conferma ancora una volta l’elevata attività sismica di una regione che continua a essere modellata dalle profonde forze geologiche che agiscono nel Mediterraneo.

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