
Negli ultimi anni le immagini di città soffocate dal caldo record sono diventate sempre più frequenti. Francia, Spagna e Nord Italia si ritrovano regolarmente al centro delle più intense ondate di calore europee, con temperature che raggiungono livelli impensabili fino a pochi decenni fa. Non si tratta soltanto di un effetto diretto del riscaldamento globale: gli scienziati hanno individuato anche un importante cambiamento nella circolazione atmosferica che sta rendendo queste aree particolarmente vulnerabili.
Secondo una ricerca del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), le ondate di calore nell’Europa occidentale stanno aumentando a una velocità molto superiore rispetto ad altre regioni del mondo situate alle stesse latitudini. Un fenomeno che sta trasformando il clima estivo del continente e che potrebbe avere conseguenze sempre più pesanti nei prossimi decenni.
Lo studio che spiega l’aumento delle ondate di calore
Gli studiosi del PIK hanno analizzato decenni di dati meteorologici e climatici per capire perché il caldo estremo stia colpendo con particolare intensità l’Europa occidentale.
Il risultato più sorprendente è che l’aumento delle temperature globali da solo non basta a spiegare ciò che sta accadendo. A fare la differenza è anche il modo in cui l’atmosfera si organizza e mantiene determinate configurazioni per lunghi periodi.
Dallo studio emerge infatti che le ondate di calore nell’Europa occidentale stanno crescendo da tre a quattro volte più rapidamente rispetto ad altre aree delle medie latitudini dell’emisfero nord, comprese vaste zone degli Stati Uniti e del Canada. In pratica, gli episodi di caldo estremo stanno diventando più frequenti, più lunghi e più intensi.
Il ruolo della corrente a getto
Al centro di questo cambiamento c’è la cosiddetta corrente a getto, una potente fascia di venti che scorre ad alta quota tra circa 7 e 16 chilometri di altitudine.
Questa corrente svolge un ruolo fondamentale nel determinare il tempo atmosferico, guidando il passaggio delle perturbazioni e regolando gli scambi di aria calda e fredda tra le diverse zone del pianeta.
Negli ultimi anni, però, il suo comportamento sta cambiando. Il progressivo riscaldamento globale sta riducendo la differenza di temperatura tra le regioni polari e quelle tropicali. Di conseguenza la corrente a getto tende a rallentare, a diventare più ondulata e a creare situazioni di blocco che possono durare diversi giorni o addirittura settimane.
Quando ciò accade, il tempo tende a rimanere praticamente fermo sulla stessa configurazione, favorendo la persistenza di lunghi periodi di caldo estremo.
Cos’è il fenomeno del doppio getto
Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dai ricercatori riguarda la crescente presenza di strutture atmosferiche chiamate doppio getto.
In queste situazioni la corrente a getto non scorre più come un unico flusso continuo, ma si divide in due rami distinti. Questa configurazione crea una sorta di corridoio favorevole alla formazione di vaste aree di alta pressione sull’Europa occidentale.
Quando il doppio getto si stabilizza, Francia, Spagna e gran parte dell’Italia centro-settentrionale finiscono sotto una vera e propria cupola di calore, nota agli esperti come Heat Dome. Le perturbazioni atlantiche vengono deviate verso latitudini più settentrionali, mentre l’aria calda proveniente dal Nord Africa continua ad accumularsi sulle stesse regioni.
Il risultato è una lunga sequenza di giornate torride, spesso accompagnate da notti tropicali durante le quali le temperature non riescono a scendere sotto i 20-25 gradi.
Perché il Nord Italia è particolarmente vulnerabile
La posizione geografica dell’Europa occidentale la rende particolarmente sensibile a questi cambiamenti. Basta una lieve variazione nella traiettoria della corrente a getto per determinare differenze enormi tra un’estate relativamente normale e una dominata dal caldo record. Quando le onde atmosferiche favoriscono la formazione di un robusto anticiclone tra Francia, Spagna e Mediterraneo occidentale, il Nord Italia si trova direttamente esposto alle masse d’aria subtropicali.
In queste condizioni il caldo può persistere per settimane, con temperature ben superiori alle medie climatiche e un progressivo accumulo di energia nell’atmosfera.
Gli effetti sulle estati europee
Le conseguenze di questo nuovo assetto atmosferico sono ormai evidenti. Le estati risultano caratterizzate da ondate di calore più frequenti, periodi di afa prolungata, notti tropicali sempre più numerose e record termici che vengono superati con una frequenza crescente.
Gli effetti si fanno sentire anche sulla salute pubblica, sull’agricoltura, sui consumi energetici e sulle infrastrutture. Le città soffrono particolarmente il fenomeno a causa dell’effetto isola di calore urbana, che amplifica ulteriormente le temperature durante le ore notturne.
Cosa potrebbe accadere nei prossimi anni
Gli studiosi ritengono che comprendere il legame tra corrente a getto e ondate di calore sia fondamentale per migliorare le previsioni climatiche e prepararsi agli scenari futuri.
Se le configurazioni di blocco atmosferico e i fenomeni di doppio getto continueranno a diventare più frequenti in un pianeta sempre più caldo, l’Europa occidentale rischia di affrontare estati caratterizzate da episodi di caldo estremo sempre più lunghi e intensi.
Per questo motivo gli esperti sottolineano la necessità non solo di ridurre le emissioni di gas serra, ma anche di adattare città, infrastrutture e sistemi sanitari a un clima che sta cambiando più rapidamente di quanto si pensasse fino a pochi anni fa.


