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Petrolio in picchiata, ma benzina e diesel scendono poco: scatta la denuncia

Pubblicato: 20/06/2026 21:39

Negli ultimi trenta giorni il prezzo del petrolio sui mercati internazionali ha registrato una forte flessione, ma gli automobilisti italiani continuano a non vedere un calo proporzionato dei prezzi dei carburanti. È quanto denuncia il Codacons, che evidenzia come la discesa delle quotazioni del greggio non si stia riflettendo con la stessa rapidità sui listini di benzina e gasolio.
Secondo l’associazione dei consumatori, il fenomeno alimenta dubbi sulla trasparenza del mercato e rischia di tradursi in un aggravio di spesa per milioni di cittadini che ogni giorno utilizzano l’auto per lavoro o per esigenze personali.

Il Brent perde quasi un quarto del suo valore

A far discutere è soprattutto l’andamento del Brent, il principale riferimento per il mercato petrolifero europeo. Dal 20 maggio a oggi il prezzo del greggio è passato da circa 105 dollari al barile a 80 dollari, con una riduzione vicina al 24%.

Si tratta di un calo particolarmente significativo, che riflette un rallentamento delle tensioni sui mercati energetici e una minore pressione sulle materie prime. In teoria, una diminuzione così marcata dovrebbe tradursi in un alleggerimento dei costi sostenuti dai consumatori finali, ma i dati sui carburanti mostrano uno scenario molto diverso.

Benzina e gasolio non seguono lo stesso andamento

L’analisi del Codacons evidenzia infatti come i prezzi alla pompa abbiano registrato riduzioni decisamente più contenute.

La benzina è passata da una media di 1,961 euro al litro a 1,841 euro, con una diminuzione del 6,1%. Ancora più limitato il calo del gasolio, sceso da 1,980 euro a 1,937 euro al litro, pari a circa il 2,2%.

Numeri che mostrano una distanza evidente rispetto alla flessione registrata dal petrolio sui mercati internazionali. Secondo l’associazione dei consumatori, questa differenza conferma come i ribassi vengano trasferiti ai cittadini in maniera molto più lenta rispetto agli aumenti.

Il peso delle accise e dei costi di filiera

Gli esperti ricordano però che il prezzo dei carburanti non dipende esclusivamente dal costo del greggio. Sul valore finale incidono anche le accise, l’IVA, i costi di raffinazione, il trasporto, la distribuzione e i margini commerciali lungo tutta la filiera.

Proprio la componente fiscale continua a rappresentare una quota molto rilevante del prezzo finale. Inoltre, secondo il Codacons, la riduzione dello sconto fiscale sul diesel ha contribuito a limitare ulteriormente la discesa del prezzo del gasolio.

Questo spiega in parte perché il calo del petrolio non si traduca automaticamente in una riduzione equivalente alla pompa, anche se per l’associazione il divario attuale resta troppo ampio per essere ignorato.

L’accusa del Codacons e l’ipotesi di esposti

Il Codacons punta il dito contro quella che definisce una dinamica ormai ricorrente. Quando il petrolio aumenta, sostengono dall’associazione, i prezzi dei carburanti tendono a salire rapidamente. Al contrario, quando il greggio scende, i ribassi arrivano con maggiore lentezza e in misura più ridotta.

Per questo motivo l’organizzazione ha annunciato di essere pronta a rivolgersi alle Procure della Repubblica e all’Antitrust qualora non si registrasse un adeguamento più rapido dei listini.

L’obiettivo sarebbe verificare se l’attuale differenza tra il crollo del Brent e il limitato calo di benzina e gasolio sia dovuta esclusivamente a fattori di mercato oppure se possano esserci comportamenti speculativi lungo la catena della distribuzione.

Un tema che pesa sulle famiglie

La questione riguarda milioni di automobilisti e ha un impatto diretto sul costo della vita. In una fase in cui il petrolio registra una delle correzioni più significative degli ultimi mesi, la mancata riduzione dei prezzi alla pompa continua ad alimentare polemiche e richieste di maggiore trasparenza.

Il confronto tra il -23,8% del Brent e le riduzioni molto più contenute di benzina e diesel resta infatti al centro del dibattito, con consumatori e associazioni che chiedono un trasferimento più rapido dei benefici del mercato internazionale ai cittadini.

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