
Il bilancio del tragico scontro stradale avvenuto venerdì mattina lungo la strada statale Pontina si aggrava in modo drammatico. Non ce l’ha fatta la neonata di appena due mesi rimasta coinvolta nel violentissimo impatto al chilometro 73, nel tratto che attraversa il comune di Latina. La piccolissima ha smesso di respirare nelle ultime ore all’ospedale Bambino Gesù di Roma, dove era stata trasferita d’urgenza in eliambulanza. Nello schianto era già deceduto sul colpo il suo papà, Singh Harpreet, che si trovava alla guida della Nissan Qashqai di famiglia. La bambina era stata inizialmente strappata alla morte grazie al passaggio provvidenziale di un’ambulanza del 118: l’equipaggio, testimone del sinistro, aveva praticato immediatamente le manovre di rianimazione, ma dopo 48 ore di agonia il quadro clinico è precipitato.
La tragedia ha quasi distrutto un intero nucleo familiare. La madre della piccola si trova ancora ricoverata in condizioni giudicate gravissime in una struttura sanitaria della Capitale, dove era stata elitrasportata subito dopo l’incidente. Nel frattempo, gli agenti della polizia stradale di Latina, supportati dalle pattuglie dei distaccamenti di Aprilia e Terracina, proseguono gli accertamenti geometrici e planimetrici per stabilire le responsabilità del disastro.
I telefoni sotto sequestro e il bilancio dei feriti
Per fare totale chiarezza sulla dinamica, gli investigatori guidati dal comandante Pietro Cecere hanno disposto il sequestro dei telefoni cellulari dei tre conducenti coinvolti, compreso quello dell’uomo deceduto. L’obiettivo è verificare se vi siano state distrazioni fatali prima che la Nissan Qashqai, che viaggiava in direzione nord, impattasse prima contro un carroattrezzi e successivamente contro una Suzuki Alto con a bordo tre anziani.
Questi ultimi hanno riportato lesioni serie e sono stati trasferiti due al pronto ipercritico dell’ospedale Santa Maria Goretti e uno al Città di Aprilia. Il conducente del soccorso stradale, che ha riportato la frattura del femore, è stato invece trasportato a Roma. Dai primi rilievi effettuati sul tratto privo di spartitraffico centrale, l’ipotesi più accreditata resta l’invasione della corsia opposta da parte della vettura di Harpreet. Resta tuttavia da accertare se la sbandata sia stata provocata da un improvviso malore dello sfortunato conducente, da una fatale disattenzione legata all’uso dei dispositivi o da un tentativo di sorpasso azzardato finito nel peggiore dei modi.


