
Primi segnali di apertura nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, avviati al Bürgenstock Resort, sulle rive del lago di Lucerna, in Svizzera, con la mediazione di Qatar e Pakistan. A dare l’annuncio è stato il vicepresidente americano JD Vance, che ha parlato di progressi già registrati nelle prime ore di confronto.
«Abbiamo già fatto progressi nelle ultime ore e mi aspetto che faremo ulteriori progressi nelle ore a venire», ha dichiarato Vance, riferendosi all’incontro con il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione negoziale, Mohammad Baqer Ghalibaf.
Il vicepresidente statunitense ha definito il vertice «l’inizio di un negoziato tecnico che non risolverà ogni divergenza, ma consentirà per la prima volta alle squadre di sedersi insieme, comprendere le rispettive priorità e lavorare per un futuro migliore». L’obiettivo dichiarato è quello di «voltare pagina» in Medio Oriente dopo mesi di tensioni culminate con la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio.
Trump alza i toni: «Se chiudete Hormuz, non avrete più un Paese»
Mentre a Lucerna si tenta la strada diplomatica, il presidente americano Donald Trump ha scelto toni ben più duri. In un’intervista rilasciata a Fox News e rilanciata sul social Truth, Trump ha minacciato esplicitamente Teheran.
«Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Li farò saltare in aria. Gli Stati Uniti prenderanno il controllo dello Stretto di Hormuz, se necessario», ha affermato, aggiungendo che Washington potrebbe persino imporre «pedaggi» sul passaggio delle petroliere qualora non venisse raggiunto un accordo.
Il presidente americano ha inoltre rivolto un monito all’Iran affinché fermi le attività di Hezbollah in Libano.
«L’Iran deve impedire immediatamente ai suoi alleati in Libano di causare problemi. Se non lo farà, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente, ancora più forte di quanto fatto la scorsa settimana», ha scritto Trump.
Sul tavolo Libano e beni iraniani congelati
Secondo l’emittente statale iraniana IRIB, è in corso anche un incontro trilaterale tra delegazioni di Iran, Qatar e Stati Uniti dedicato a due dossier particolarmente delicati: un possibile cessate il fuoco in Libano e la questione dei beni iraniani congelati all’estero.
Nel frattempo Ghalibaf ha incontrato a Zurigo il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il comandante dell’esercito pakistano Asim Munir, per discutere dell’attuazione degli impegni previsti dal cosiddetto Accordo di Islamabad e della cessazione delle ostilità nell’area.
Il Qatar: «È solo l’inizio»
Il premier qatariota Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, intervenuto accanto a Vance e Sharif, ha sottolineato la portata storica del vertice.
«Questo incontro è importante non solo per la sicurezza della regione, ma anche per quella del mondo e per l’economia globale. Non è una celebrazione, ma soltanto l’inizio. Il Qatar continuerà a sostenere la mediazione fino al raggiungimento di una soluzione», ha dichiarato.
I colloqui di Lucerna rappresentano il primo confronto tecnico diretto tra Washington e Teheran dopo mesi di forte escalation e potrebbero segnare un passaggio cruciale per la stabilizzazione del Medio Oriente e dei mercati energetici internazionali.


