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Starmer si dimette da premier: “Il partito non crede più in me”

Pubblicato: 22/06/2026 10:51

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni da capo del governo e leader del Partito Laburista, a meno di due anni dalla netta vittoria elettorale che nel 2024 aveva riportato i laburisti al potere dopo 14 anni di opposizione. L’annuncio è arrivato con una dichiarazione pronunciata davanti al numero 10 di Downing Street, al termine di un fine settimana di riflessione trascorso nella residenza di Chequers, dopo settimane di forti tensioni interne al partito. (The Guardian)

«È stato l’onore della mia vita entrare a Downing Street», ha dichiarato Starmer davanti ai ministri e ai collaboratori riuniti nel cortile della residenza del premier. «Abbiamo ereditato un Paese in grave difficoltà e abbiamo cercato di cambiare le cose: stop all’austerità, un’economia che funziona, liste d’attesa negli ospedali ridotte, più diritti per i lavoratori, una reputazione internazionale recuperata. Ma non è stato possibile andare avanti. Il partito non crede più in me e mi dimetto. Ho informato il Re». (The Guardian)

Le dimissioni arrivano al termine di una lunga fase di contestazione interna, aggravata dalle pesanti sconfitte subite dai laburisti nelle elezioni amministrative di maggio e dalla crescente pressione esercitata da numerosi deputati e ministri affinché Starmer lasciasse spazio a una nuova leadership. In queste settimane si è rafforzata la figura di Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, indicato da molti parlamentari come il principale candidato alla successione. (F N London)

Secondo fonti vicine al partito, oltre cento deputati laburisti avrebbero chiesto apertamente un cambio di guida, mentre diversi membri del governo avevano invitato il premier a fissare una data per il proprio passo indietro. (Sky News)

L’uscita di scena di Starmer apre ora una nuova fase politica nel Regno Unito, che si prepara ad affrontare l’ennesima transizione alla guida del governo nel giro di pochi anni. Nelle prossime settimane il Partito Laburista dovrà decidere modalità e tempi per la scelta del nuovo leader e, di conseguenza, del prossimo primo ministro britannico. (The Guardian)

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