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Vannacci e Alemanno a cena insieme, ospiti brindano al grido “A noi”

Pubblicato: 24/06/2026 22:41

Il panorama politico italiano si arricchisce di un nuovo capitolo caratterizzato da incontri strategici e forti richiami simbolici al passato. In un ristorante situato nella zona nord di Roma, si è consumato un incontro di notevole rilevanza tra l’ex sindaco della capitale Gianni Alemanno e il generale Roberto Vannacci. Questo appuntamento non è stato soltanto un momento di convivialità, ma ha rappresentato una chiara occasione di convergenza politica e ideologica tra diverse anime della destra sociale e sovranista, sancita da gesti eclatanti e dichiarazioni programmatiche destinate a far discutere l’opinione pubblica e gli osservatori politici.

Un incontro tra simbolismo e convergenze future

L’evento ha preso il via con un caloroso abbraccio a favore di telecamere, un gesto che ha immediatamente catalizzato l’attenzione dei media presenti. Ad arricchire la carica simbolica della serata è stato il particolare saluto utilizzato da Gianni Alemanno, il quale ha scelto di congedarsi e accogliere sia il generale Vannacci sia l’esponente politico Rossano Sasso attraverso la dextrarum iunctio, ovvero il tradizionale saluto effettuato stringendosi l’avambraccio. Questo antico rito, recuperato in determinati ambienti, ha fatto da preludio a una cena a cui hanno preso parte circa venti ospiti. Tra i presenti si sono distinti diversi deputati di stampo futurista che, all’inizio della serata, si sono alzati in piedi per un brindisi decisamente nostalgico. Gli ospiti hanno infatti accompagnato il momento formale facendo il segno della croce e intonando il motto tipico del ventennio fascista che si conclude con la formula a noi. Al tavolo principale sedevano figure note della destra italiana, tra cui Edoardo Ziello, Roberto Sasso, Domenico Furgiuele ed Emanuele Pozzolo, affiancati dall’ex europarlamentare della Lega Antonio Maria Rinaldi e dal teorico di Futuro nazionale Lorenzo Gasperini. Nel corso delle prime interlocuzioni con la stampa, il generale Vannacci ha espresso parole di forte stima nei confronti dell’ex sindaco di Roma, dichiarandosi felice per la fine delle sue traversie giudiziarie e affermando che Alemanno è ora pronto a mettere la sua lunga esperienza al servizio del progetto politico di Futuro nazionale.

Le dichiarazioni programmatiche e il dibattito sulla giustizia

I temi centrali della serata sono emersi chiaramente durante il confronto con i giornalisti, dove i due protagonisti hanno delineato le linee guida della loro futura collaborazione. Il programma politico è attualmente in fase di elaborazione, ma Vannacci ha tenuto a precisare che le tematiche fondamentali sono già ben definite e condivise. Un focus inevitabile è stato dedicato alla complessa questione carceraria e alla gestione delle pene, un argomento tornato alla ribalta anche a causa della recente scarcerazione dello stesso Alemanno dal penitenziario di Rebibbia, dove era rimasto recluso per un periodo di un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni a seguito di vicende legate a reati di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio. Su questo fronte il generale ha espresso posizioni estremamente rigide, citando la figura biblica di Caino per ribadire che chi si macchia di omicidio deve scontare interamente la propria pena all’interno delle strutture carcerarie. Vannacci ha fatto un riferimento esplicito a casi di cronaca nera di grande impatto come quello di Turetta, sottolineando che la severità della pena deve essere garantita a prescindere dall’introduzione di specifiche fattispecie di reato come il femminicidio. Questa linea dura ha trovato una parziale sponda anche nelle parole di Gianni Alemanno, il quale ha comunque voluto distinguere la situazione di chi intende intraprendere un reale percorso di cambiamento all’interno delle carceri da chi invece rifiuta tale opportunità, confermando che per questi ultimi la permanenza in cella resta l’unica soluzione corretta.

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Ultimo Aggiornamento: 24/06/2026 23:21

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