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Meloni e Trump, il caso delle basi Nato: tensione con Rutte dopo le frasi sulle autorizzazioni italiane

Pubblicato: 25/06/2026 08:59

Le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sull’utilizzo delle basi italiane da parte degli Stati Uniti hanno provocato una forte irritazione a Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo la ricostruzione, avrebbe giudicato quelle affermazioni «illogiche» e «insensate», arrivando a contattare direttamente Rutte per chiedere chiarimenti. Sullo sfondo resta il delicato equilibrio tra i rapporti con Donald Trump, le scelte italiane durante la guerra con l’Iran e il prossimo vertice dell’Alleanza Atlantica.

La polemica nasce dalle parole del segretario generale della Nato, interpretate inizialmente dalla premier come un possibile assist alle critiche rivolte da Trump all’Italia sull’impiego delle basi militari. Un sospetto che avrebbe alimentato il malumore del governo, convinto che quelle dichiarazioni finissero per contraddire la linea sostenuta fin dall’inizio della crisi.

La replica di Palazzo Chigi

Dopo il colloquio telefonico con Rutte, Meloni si è confrontata con il ministro della Difesa Guido Crosetto, concordando una risposta ufficiale dai toni netti. La posizione del governo resta invariata: l’Italia avrebbe autorizzato esclusivamente attività tecniche e logistiche previste dagli accordi internazionali, senza concedere alcun via libera a operazioni militari offensive.

Secondo quanto emerge dai registri della Difesa, i circa duecento voli registrati nelle basi italiane sarebbero stati collegati soltanto a interventi di manutenzione, rifornimento e supporto logistico. Un elemento che, secondo l’esecutivo, smentirebbe qualsiasi ricostruzione diversa e confermerebbe che Roma ha sempre negato autorizzazioni per missioni operative.

Il chiarimento con Rutte

Con il passare delle ore, all’interno del governo avrebbe preso corpo una lettura meno conflittuale dell’accaduto. L’interpretazione prevalente è che Rutte abbia cercato di evidenziare il contributo fornito dagli alleati europei agli Stati Uniti, finendo però per esprimersi in modo poco chiaro e alimentando un caso diplomatico che nessuno aveva previsto.

La vicenda riporta inoltre l’attenzione ai giorni della guerra con l’Iran, quando l’Italia fece sapere di aver respinto richieste che andavano oltre le normali attività logistiche. In quelle settimane cresceva anche l’attenzione sui movimenti attorno alla base di Sigonella, monitorati da analisti e osservatori attraverso il traffico aereo militare.

Al termine degli incontri internazionali a Berlino, Meloni ha ribadito la necessità di rafforzare il pilastro europeo della Nato mantenendo saldo il rapporto transatlantico. A sostegno della premier è intervenuto anche l’ambasciatore statunitense in Italia, Tilman J. Fertitta, che ha elogiato la leadership del governo italiano, in un clima che sembra puntare a ricomporre le tensioni emerse nelle ultime settimane tra Roma e Washington.

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