
L’ipotesi di un addio di Federica Sciarelli a Chi l’ha visto? continua a far rumore. Dopo oltre vent’anni alla guida del programma di Rai3 dedicato alle persone scomparse e ai casi di cronaca, la giornalista è diventata un riferimento per il pubblico: per molti immaginare la trasmissione senza di lei sembra quasi impossibile.
Ed è proprio questa centralità a rendere esplosivo il tema della successione. Il “totonomi” sta catalizzando l’attenzione negli ambienti televisivi e, tra ipotesi e retroscena, nelle ultime settimane sarebbe emersa una pista capace di sorprendere anche chi segue da vicino le dinamiche interne della Rai.
Il dopo Sciarelli e il totonomi che agita la Rai
La particolarità, stavolta, è che non si parlerebbe di un volto tradizionalmente legato alla conduzione. Al contrario, il nome che circola è quello di una figura che negli anni ha costruito la propria autorevolezza soprattutto dietro le quinte, muovendosi tra redazioni, palinsesti e ruoli dirigenziali.
Secondo quanto anticipato dal giornalista Giuseppe Candela, tra i possibili eredi di Sciarelli sarebbe spuntato quello di Stefano Coletta. Una candidatura che, se prendesse davvero corpo, andrebbe oltre la semplice scelta del prossimo conduttore: toccherebbe equilibri e letture interne al servizio pubblico.

Chi l’ha visto, “la Rai vuole lui”
L’idea di affidare Chi l’ha visto? a Coletta, infatti, avrebbe un peso specifico particolare. Non si parlerebbe soltanto di un cambio alla guida di un programma simbolo, ma di una scelta capace di incidere sull’identità stessa di una trasmissione che, negli anni, è diventata un pilastro del racconto civile e del servizio pubblico.
Coletta è romano, classe 1965. Laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza e giornalista professionista, entra in Rai nel settembre 1991 come redattore e conduttore radiofonico a Radiodue. Da lì, il suo percorso si sviluppa tra radio e televisione, con una lunga serie di esperienze che ne consolidano il profilo.
Il profilo di Stefano Coletta: carriera e programmi
Negli anni firma e segue, tra Rai1 e Rai3, numerosi programmi: dal daytime di Cominciamo bene a Mi manda Raitre, passando per Tatami e Amore criminale. Un curriculum che gli vale una reputazione costruita su risultati e credibilità.
La svolta manageriale arriva nel 2013: viene nominato vicedirettore di Rai3 con delega al palinsesto e al marketing. Poi, nel luglio 2017, raccoglie l’eredità di Daria Bignardi e diventa direttore della rete, legando il proprio nome alla cosiddetta “Rai3 di qualità”, tra approfondimento, racconto sociale e servizio pubblico tradizionale.

Perché il suo nome pesa: il legame con Chi l’ha visto?
Ma c’è un elemento che rende l’ipotesi ancora più suggestiva: Coletta conosce già molto bene Chi l’ha visto?. Nel 2008 fu nominato responsabile del Nucleo produttivo dei programmi di servizio sociale e, in quel ruolo, contribuì all’evoluzione del format dedicato agli scomparsi.
In altre parole: avrebbe partecipato ai cambiamenti che hanno definito l’impianto moderno della trasmissione, poi guidata da Sciarelli. Affidargli oggi sia la conduzione sia la supervisione della storica redazione significherebbe, idealmente, chiudere un cerchio: il ritorno dell’uomo che, dietro le quinte, contribuì a ridisegnare il programma e che ora potrebbe ritrovarsi a custodirne direttamente l’eredità.


Le letture interne: scelta editoriale o mossa aziendale?
Dietro questa possibile scelta, però, si intravedono anche ragioni di natura aziendale e politica. Dal gennaio 2020 Coletta ha guidato Rai1, uno dei ruoli più prestigiosi per un direttore di rete. Con le successive riorganizzazioni, è passato alla Direzione intrattenimento prime time e poi alla Direzione distribuzione e coordinamento generi, in un percorso che lo avrebbe progressivamente allontanato dal cuore produttivo dell’azienda.
Per questo l’eventuale approdo a Chi l’ha visto? potrebbe essere interpretato in due modi. Da una parte, come un omaggio alla sua storia professionale e alle sue competenze nel racconto del sociale. Dall’altra, secondo le letture più maliziose che circolano a Viale Mazzini, come una ricollocazione di prestigio per una figura di grande peso, mantenendola però lontana dai vertici strategici della televisione pubblica. Una soluzione che, se confermata, avrebbe un significato ben più ampio della semplice successione a Federica Sciarelli.


