
Il Venezuela continua a fare i conti con le conseguenze del devastante doppio terremoto che ha colpito il Paese mercoledì 24 giugno. Il bilancio è sempre più pesante: i morti accertati sono almeno 1.430, mentre i dispersi superano quota 50mila. Tra le vittime si contano anche quattro cittadini italiani. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta tra oltre 430 scosse di assestamento, mentre la comunità internazionale sta inviando uomini e aiuti. Intanto cresce la tensione nelle aree più colpite, con l’esercito che ha blindato lo Stato di La Guaira per garantire l’accesso ai soccorsi.
12:40 Folla negli ospedali di Caracas
Gli ospedali di Caracas sono diventati in queste ore il principale punto di riferimento per chi è alla ricerca di notizie sui propri familiari dispersi. Nei centri sanitari che stanno accogliendo i feriti provenienti da La Guaira, numerose persone controllano con attenzione gli elenchi affissi alle pareti, nella speranza di trovare un nome che possa dare risposte.
Un uomo, impegnato nelle ricerche di una cugina, ha raccontato il dramma vissuto dopo il terremoto: “Siamo andati in vari ospedali, sperando sempre di trovarla in uno, ma finora non abbiamo avuto fortuna”. Una testimonianza che riflette lo stato di angoscia diffuso tra chi, da ore, si sposta senza sosta da una struttura all’altra.

Anche un volontario attivo in una struttura sanitaria di Catia descrive una scena simile: “Qui arrivano molti parenti a controllare le liste. Ho visto che arrivano in moto e, se non trovano il nome sui fogli di carta, vanno subito in un altro ospedale”. Un flusso continuo di persone che si muovono tra speranza e incertezza.
Per facilitare le operazioni di ricerca, il governo guidato da Delcy Rodríguez ha attivato la piattaforma online localizapacientes.com, che consente di individuare i pazienti attraverso nome o documento di identità. A 72 ore dal terremoto, il sistema registrava oltre 2.500 pazienti, diventando uno strumento centrale nella gestione dell’emergenza e nel tentativo di ricongiungere famiglie separate dalla tragedia.
06:46 – Ritrovato vivo un ragazzo di 11 anni dopo tre giorni sotto le macerie
Una storia di speranza arriva da Caraballeda, nel nord del Venezuela, dove un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie tre giorni dopo il devastante terremoto. A dare la notizia è stata la presidente ad interim Delcy Rodríguez, che ha diffuso anche un video del salvataggio. “Ogni vita salvata rappresenta una speranza per il Venezuela”, ha scritto sui social. Leggi l’articolo –>
00:12 – L’esercito blinda gli accessi alla zona più colpita
Le autorità venezuelane hanno rafforzato i controlli nello Stato di La Guaira, l’area maggiormente devastata dal sisma. Centinaia di militari e agenti di polizia presidiano gli accessi per evitare il congestionamento delle strade, dopo che l’afflusso spontaneo di mezzi privati carichi di aiuti aveva rallentato le operazioni di soccorso. Anche gli spostamenti della stampa sono regolati attraverso percorsi autorizzati dal Ministero delle Comunicazioni. Secondo il governo, la misura serve sia a facilitare il lavoro dei soccorritori sia a ridurre i rischi sanitari nelle zone dove si continua a scavare tra le macerie.
00:10 – Decine di vittime straniere, italiani tra i dispersi
Il terremoto ha colpito duramente anche numerosi cittadini stranieri residenti o in vacanza nel Paese. La comunità più colpita è quella portoghese, con 28 vittime accertate e 85 dispersi. La Cina ha confermato la morte di sette cittadini, mentre la Spagna conta sei vittime e oltre cento dispersi. Il Brasile ha comunicato il decesso di due connazionali, mentre Cile e Uruguay hanno confermato una vittima ciascuno. Tra gli italiani il bilancio è salito a quattro morti, mentre oltre quaranta persone risultano ancora disperse. Le autorità consolari continuano a lavorare per rintracciare tutti i connazionali presenti nelle aree interessate dal sisma.


