
Nuova operazione militare israeliana nel sud del Libano. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver distrutto una vasta infrastruttura sotterranea riconducibile a Hezbollah nell’area del villaggio di Majdal Zoun, al confine con Israele.
L’intervento, denominato “Operazione Sof Pasuk” (“Fine del capitolo”), è stato confermato dall’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha spiegato come l’obiettivo fosse eliminare una struttura utilizzata dal movimento sciita libanese per attività militari.
Distrutta una rete sotterranea lunga oltre 200 metri
Secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, il complesso sotterraneo si estendeva per oltre 200 metri ed era situato a una profondità superiore ai 25 metri.
All’interno sarebbero stati trovati centinaia di armamenti e diversi pozzi di lancio destinati, secondo Israele, ad attacchi contro il territorio israeliano e la popolazione civile.
Le Idf hanno quindi fatto esplodere l’intera infrastruttura nell’ambito dell’operazione militare.
Israele: «Informati preventivamente Stati Uniti e rappresentante americano in Libano»
L’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha precisato che, prima dell’intervento, Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano.
La comunicazione preventiva rientrerebbe nel coordinamento tra Washington e Tel Aviv sulle operazioni considerate più sensibili dal punto di vista della sicurezza regionale.
Tensione ancora alta al confine
L’operazione si inserisce nel quadro della persistente tensione lungo il confine tra Israele e Libano, dove negli ultimi mesi si sono susseguiti scambi di fuoco, raid e operazioni militari contro postazioni attribuite a Hezbollah.
Al momento non sono state rese note informazioni su eventuali vittime o feriti legati all’esplosione del sito sotterraneo.


