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Disastro in Italia, colate di fango travolgono le case: “Situazione critica”

Pubblicato: 29/06/2026 11:25

Il boato ha squarciato il silenzio della sera, un rumore sordo e profondo che non faceva presagire nulla di buono. In pochissimi minuti, quella che sembrava una normale pur se intensa perturbazione estiva si è trasformata in un incubo di terra e detriti. La montagna, appesantita da una pioggia incessante e violentissima, ha letteralmente ceduto, riversando a valle un fiume inarrestabile di fango. Le pareti delle case hanno tremato sotto la spinta della massa fangosa che avanzava distruggendo tutto ciò che incontrava sul suo cammino. Per molte famiglie lo spavento è stato enorme, costrette a fuggire precipitosamente o a rimanere bloccate all’interno delle proprie abitazioni in attesa dei soccorsi, mentre fuori il paesaggio veniva ridisegnato dalla forza distruttiva della natura.

La cronaca dell’evento nelle valli alpine

La complessa situazione emergenziale si è sviluppata nel territorio dell’Alto Adige, una regione che in queste ore si trova a fare i conti con un paradosso meteorologico estremo. Nel corso della giornata di domenica 28 giugno, un violento nubifragio si è abbattuto con straordinaria intensità sull’area compresa tra i comuni di Merano e Avelengo. I dati registrati dagli esperti del settore parlano chiaro, indicando che nella zona di Avelengo sono caduti circa 50 millimetri di pioggia nel giro di una sola ora. Questa enorme quantità d’acqua ha saturato rapidamente il terreno, provocando uno smottamento di vaste proporzioni sopra la strada provinciale. Il materiale fangoso si è poi incanalato nel corso del Rio Bianco, travolgendo con inaudita violenza l’area residenziale situata nei pressi di via Val di Nova.

Il bilancio dei danni e i soccorsi

Le conseguenze di questa imponente colata detritica sono purtroppo molto pesanti per le comunità locali. Ben tre edifici residenziali sono stati letteralmente sepolti dal fango e dai detriti, che hanno raggiunto l’altezza del secondo piano provocando danni strutturali gravissimi. Oltre alle abitazioni, la furia della colata ha investito e distrutto quattro veicoli che si trovavano parcheggiati nella zona. Per quanto riguarda le persone coinvolte, si registrano cinque feriti lievi, ma lo spiegamento delle forze di soccorso è stato massiccio per mettere in sicurezza l’intera popolazione dell’area. Diversi residenti rimasti intrappolati sono stati tratti in salvo grazie all’intervento tempestivo degli elicotteri. In totale, le autorità hanno dovuto disporre l’evacuazione di 69 persone, di cui 39 nel territorio comunale di Merano e 30 in quello di Avelengo.

Le operazioni di assistenza e di ripristino della sicurezza sono coordinate in modo sinergico dai Vigili del Fuoco, dagli uomini della Protezione Civile e dalle istituzioni locali. Il lavoro dei soccorritori è stato reso ancora più difficile e pericoloso a causa di una seconda colata detritica, che si è verificata circa mezz’ora dopo il primo evento franoso. Attualmente il Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano è attivo sul posto con l’ausilio di un escavatore cingolato per supportare la complessa rimozione delle enormi masse di fango. La situazione complessiva resta estremamente critica e monitorata con la massima attenzione, poiché dal versante montuoso continua a scivolare del materiale e la stabilità del terreno non è ancora garantita.

Il quadro meteorologico e le allerte

Le prossime ore si preannunciano altrettanto complicate sul fronte meteo per tutta la provincia. Il Centro funzionale provinciale ha infatti emesso per la giornata di lunedì 29 giugno un avviso di allerta meteo rossa a causa delle temperature eccezionalmente elevate. Nel capoluogo si attende una massima di ben +36°C, una condizione di forte ondata di calore che aggrava lo stato del territorio. A questa emergenza legata all’afa si associa anche una allerta meteo gialla per il rischio di forti temporali e per il pericolo di incendi boschivi. Il timore principale degli esperti e dei soccorritori è che nuovi rovesci temporaleschi possano colpire le medesime zone già duramente ferite, innescando ulteriori movimenti franosi e ostacolando i lavori di messa in sicurezza.

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