Vai al contenuto

“Pronto a lasciare”. L’annuncio a sorpresa di Giuseppe Conte è arrivato

Pubblicato: 30/06/2026 12:45

Il confronto politico attorno alla gestione dell’emergenza sanitaria e alle sue ricadute istituzionali continua a produrre nuove frizioni tra maggioranza e opposizioni, soprattutto sul terreno delle commissioni parlamentari d’inchiesta. Il dibattito si inserisce in una fase in cui il rapporto tra responsabilità politiche, ricostruzioni mediatiche e atti parlamentari si intreccia con crescente intensità.

Le dinamiche politiche interne al Parlamento restano segnate da contrapposizioni nette, con accuse reciproche sulla gestione dei lavori e sulla correttezza delle procedure di audizione. In questo scenario si colloca l’intervento dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che torna a parlare pubblicamente della propria posizione rispetto ai lavori di una commissione d’inchiesta.
Leggi anche: Commissione Covid, la nuova testimonianza che inguaia Conte

Conte e la disponibilità all’audizione

Ospite della trasmissione “Quarta Repubblica”, condotta da Nicola Porro su Rete 4, Giuseppe Conte annuncia la propria disponibilità a essere ascoltato nell’ambito della Commissione Covid, legando però a questa scelta una conseguenza diretta sul proprio ruolo interno.

Ho deciso di farmi audire, appena il presidente Lisei fisserà la data della mia audizione rassegnerò le dimissioni da componente della commissione Covid”, dichiara l’ex premier, chiarendo la volontà di separare la fase dell’ascolto da quella della partecipazione attiva ai lavori della commissione.

Nel corso dell’intervista, Conte aggiunge di aver già avviato un passaggio formale: “Proprio oggi ho scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato per comunicare la mia intenzione di essere ascoltato”.

La condizione sulla guida della commissione

Contestualmente all’annuncio, l’ex presidente del Consiglio pone una condizione politica legata alla presidenza dell’organismo parlamentare.

Marco Lisei (presidente della commissione Covid, ndr) si dimetta, non è imparziale nella conduzione dei lavori”, afferma Conte, sollevando una questione di equilibrio e imparzialità nella gestione delle attività della commissione.

Una posizione che si inserisce nel più ampio confronto tra forze politiche sul ruolo delle commissioni parlamentari d’inchiesta e sulla loro funzione di ricostruzione degli eventi e delle responsabilità istituzionali.

Le polemiche sulla gestione dell’emergenza sanitaria

Nel corso della lunga intervista, Conte affronta anche le contestazioni politiche e mediatiche relative alla gestione della fase emergenziale legata al Covid-19, soffermandosi in particolare sulle forniture e sui contratti legati ai dispositivi di protezione.

Sulla vicenda della maxi-commessa al consorzio cinese per le mascherine, l’ex premier ammette: “Non posso negare che 223 milioni di commissioni, se vere, sono un’abnormità”.

Allo stesso tempo, Conte difende la figura dell’allora commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, affermando: “Si tratta di un eroe che l’Italia dovrebbe ringraziare”.

Nessuna presa di distanza viene espressa rispetto alle scelte complessive della struttura commissariale, mentre viene ribadita la necessità delle misure adottate nella fase più critica della crisi sanitaria.

Accuse alla stampa e scontro politico

Nel corso del confronto televisivo, Conte interviene anche sulle polemiche legate alla copertura mediatica delle inchieste e delle ricostruzioni giudiziarie e parlamentari.

Da settimana i giornali di Angelucci, deputato della Lega, stanno conducendo una campagna denigratoria nei miei confronti, imbeccati dal trio dei patrioti (Bignami, Lisei e Buonguerrieri)”, afferma l’ex presidente del Consiglio.

Il leader del Movimento 5 Stelle ribadisce inoltre la propria linea difensiva sulla gestione delle forniture: “Italia viveva una situazione di enorme difficoltà e avevamo bisogno di mascherine”, aggiungendo in riferimento alle contestazioni: “Chi lo dice che fossero farlocche?”.

Il quadro politico e le possibili alleanze

Sul piano politico generale, Conte affronta anche il tema delle future alleanze nell’area progressista, con particolare attenzione al cosiddetto campo largo.

Alla domanda sulla possibile presenza di Matteo Renzi in una coalizione, l’ex premier risponde: “Io non ne faccio una questione personale”, precisando poi: “La politica non si fa con le questioni personali”.

Una posizione che lascia aperto il confronto sugli equilibri futuri delle coalizioni, mentre resta centrale il ruolo della Commissione Covid, chiamata ora a calendarizzare l’audizione dell’ex presidente del Consiglio, al centro di uno dei dossier più sensibili del dibattito politico attuale.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure