
Jannik Sinner ha spiegato di aver individuato la causa del malore che lo aveva colpito durante il Roland Garros, nel match contro Juan Manuel Cerúndolo, senza però entrare nei dettagli. Dopo la vittoria su Nuno Borges al secondo turno di Wimbledon, il tennista azzurro ha raccontato che il suo team ha compreso l’origine del problema, precisando tuttavia che non esiste una soluzione definitiva e che una situazione simile potrebbe ripresentarsi anche in futuro.
Un lavoro mirato per prevenire nuove ricadute
Sinner ha spiegato che insieme al suo staff sta seguendo un percorso specifico per ridurre il rischio che l’episodio si ripeta. L’obiettivo è verificare nel tempo l’efficacia del lavoro svolto, pur nella consapevolezza che si tratta di una condizione complessa e non facilmente risolvibile. Per questo motivo il numero uno italiano preferisce mantenere prudenza prima di trarre conclusioni definitive.
Nessun collegamento con i problemi accusati a Wimbledon
Il campione altoatesino ha inoltre rassicurato sulle sue condizioni fisiche dopo l’esordio ai Championships. Ha raccontato di non essersi svegliato al meglio dopo la prima partita contro Miomir Kecmanović, attribuendo però il fastidio esclusivamente alla caduta subita durante quell’incontro e non al malore accusato a Parigi. Contro Borges, ha spiegato, era fondamentale gestire le energie in vista dei prossimi impegni del torneo.
Soddisfazione per la prestazione e margini di crescita
Analizzando il successo sul portoghese, Sinner ha definito la partita molto impegnativa, sottolineando come entrambi abbiano servito con grande efficacia soprattutto nei primi due set. L’azzurro ha cercato di assumere un atteggiamento più aggressivo, riconoscendo che la strategia ha funzionato solo a tratti. Pur soddisfatto della prestazione, ha evidenziato di avere ancora margini di miglioramento, in particolare nei movimenti sull’erba e nella seconda di servizio, aspetti sui quali continuerà a lavorare in vista del terzo turno contro lo statunitense Jenson Brooksby.


