
La partita per il prossimo Quirinale entra nel dibattito politico con largo anticipo. A riaccendere il confronto sono state le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che durante la trasmissione Quarta Repubblica ha affermato che un Presidente della Repubblica espressione del centrodestra non dovrebbe più essere considerato un tabù. Un’affermazione che ha immediatamente alimentato il dibattito sui possibili candidati e provocato le reazioni delle opposizioni.
Meloni apre il confronto: “Non deve essere un tabù”
Le dichiarazioni della premier hanno dato il via al tradizionale toto-Quirinale. A difendere la legittimità del ragionamento è stato anche Gianfranco Fini, che ha criticato le reazioni della sinistra, sostenendo che sia naturale per una coalizione di governo interrogarsi su una futura candidatura al Colle.
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figura proprio quello di Giorgia Meloni. Secondo alcuni osservatori, la premier potrebbe rappresentare una candidatura autorevole qualora gli equilibri politici del 2029 dovessero risultare favorevoli. Accanto al suo nome vengono indicati anche il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, il cui mandato europeo sarà vicino alla scadenza proprio negli anni in cui si procederà all’elezione del nuovo Capo dello Stato.
Gli altri possibili candidati del centrodestra
Le indiscrezioni coinvolgono anche altre figure istituzionali di primo piano. Tra i nomi citati figurano Ignazio La Russa e Alfredo Mantovano, mentre continuano a essere considerati possibili candidati anche Giulio Tremonti e Marcello Pera. In calo, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, le quotazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
All’interno della coalizione non mancano inoltre candidature riconducibili ai singoli partiti. Forza Italia guarda a Letizia Moratti, mentre la Lega continua a indicare il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli.
Una partita ancora tutta da costruire
Nonostante le numerose ipotesi, gli stessi esponenti del centrodestra invitano alla prudenza. Gianfranco Rotondi ricorda infatti come, nella storia della Repubblica, i veri candidati al Quirinale emergano spesso soltanto nelle fasi finali della trattativa parlamentare, quando gli equilibri politici si definiscono dopo un lungo confronto tra le forze presenti in Parlamento.
Per questo motivo, i nomi che circolano oggi rappresentano soprattutto le personalità considerate compatibili con il profilo richiesto dalla più alta carica dello Stato. La scelta del successore di Sergio Mattarella, prevista nel 2029, resta dunque una partita ancora tutta da scrivere.


