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“Senato chiuso per una settimana”. Assurdo in Italia, salta tutto: cosa succede

Pubblicato: 01/07/2026 20:39

I forti disagi alla rete ferroviaria nazionale stanno avendo effetti anche sull’attività delle Camere. Le difficoltà nel raggiungere Roma, aggravate da cantieri programmati e da uno sciopero dei trasporti, hanno spinto i gruppi parlamentari a rivedere il calendario dei lavori. La conseguenza più rilevante è lo slittamento dell’esame della legge elettorale, uno dei dossier più delicati dell’attuale fase politica.

Camera e Senato modificano l’agenda

A Montecitorio, l’avvio della discussione in Aula sulla riforma elettorale è stato posticipato di una settimana, passando dal 7 al 14 luglio. A Palazzo Madama, invece, è stata scelta una soluzione ancora più netta: per la prossima settimana non si terranno sedute d’Aula e l’attività sarà limitata alle commissioni, che potranno riunirsi anche da remoto. Una misura pensata per garantire continuità ai lavori nonostante le difficoltà logistiche.

Le reazioni politiche e le tensioni nella maggioranza

La decisione ha alimentato anche qualche polemica politica. Matteo Salvini ha criticato l’idea di legare i lavori parlamentari ai problemi dei trasporti, sottolineando come deputati e senatori debbano comunque garantire la propria presenza. Dall’altra parte, esponenti dell’opposizione e della maggioranza hanno riconosciuto che la situazione ferroviaria rende complesso garantire la piena operatività del Parlamento, soprattutto nei giorni di maggiore criticità.

Commissioni attive e lavori a distanza al Senato

Il Senato ha scelto una formula intermedia: mantenere attive le commissioni parlamentari, consentendo anche la partecipazione da remoto, mentre l’Aula resterà ferma per una settimana. Una decisione che mira a ridurre l’impatto dei disagi sui lavori legislativi, in attesa del ritorno a condizioni di maggiore regolarità nei collegamenti ferroviari.

Una riforma che resta al centro dell’agenda politica

Nonostante il rinvio, la legge elettorale resta al centro delle priorità politiche del governo e della maggioranza, che punta a completarne l’iter entro l’estate. Il calendario potrà subire ulteriori aggiustamenti in base all’evoluzione della situazione logistica e agli equilibri politici interni, ma l’obiettivo dichiarato resta quello di non rallentare il percorso di riforma istituzionale.

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