
È morta Sara Mangieri, giornalista e professionista della comunicazione istituzionale che nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa e portavoce di Luigi Di Maio, oltre ad aver collaborato in passato con Antonio Di Pietro.
A darne notizia è stato lo stesso ex ministro degli Esteri e vicepremier, che le ha dedicato un lungo e commosso messaggio pubblicato sui social.
Il ricordo di Luigi Di Maio
«Ci sono persone che attraversano la nostra vita lasciando un segno profondo, umano prima ancora che professionale. Sara Mangieri è stata una di queste», ha scritto Di Maio.
L’ex vicepremier ha ricordato gli anni trascorsi al suo fianco nelle istituzioni.
«Per anni è stata il mio capo ufficio stampa e portavoce, mettendo al servizio delle istituzioni di Palazzo Chigi e di diversi ministeri la sua straordinaria professionalità, la sua intelligenza e la sua passione».
Una carriera tra istituzioni, politica e comunicazione
Nel suo messaggio, Di Maio ha ripercorso anche il lungo percorso professionale di Mangieri.
«Il suo percorso è stato molto più ampio: ha attraversato con competenza e dedizione esperienze importanti nelle istituzioni, nella politica, nel sindacato e nel mondo industriale, lavorando sempre con serietà, rigore e una visione rara».
L’ex ministro ha sottolineato come la giornalista abbia accompagnato «stagioni politiche e istituzionali diverse», collaborando con numerosi protagonisti della vita pubblica italiana e affrontando «sfide complesse con una capacità di lettura e una sensibilità umana fuori dal comune».
«Non ha mai smesso di combattere»
Nel ricordo pubblicato sui social, Di Maio ha voluto mettere in evidenza soprattutto le qualità umane di Sara Mangieri.
«Sara è stata molto più del suo lavoro: è stata una donna capace di affrontare ogni sfida con coraggio, dignità e un sorriso che non veniva mai meno. Da quando l’ho conosciuta, non ha mai smesso di combattere. E lo ha fatto sempre incoraggiando gli altri, trasmettendo forza, positività e ottimismo anche nei momenti più difficili».
L’ex ministro ha poi ricordato quella che definisce una delle sue doti più preziose.
«Aveva una qualità rara: una gentilezza autentica e unica, che non ha mai smarrito nemmeno nei momenti più duri o sotto la pressione più intensa. E insieme a questa, la capacità di far sentire chiunque intorno a lei più forte, più sereno, più capace di guardare avanti».
Il messaggio si conclude con un pensiero rivolto ai familiari.
«Molti di noi oggi la ricordano con profonda gratitudine e con il rammarico di non aver imparato abbastanza da una persona così straordinaria. A suo marito Raimondo, alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti coloro che le hanno voluto bene, va il mio pensiero più sincero e il mio più profondo abbraccio. Ciao Sara».


