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“Vergognatevi, sono le mie gambe”. Manuel Bortuzzo, scatta la denuncia: cosa è successo

Pubblicato: 16/08/2026 21:46

Il nuotatore denuncia sui social la disavventura al rientro dall’Africa: la sedia a rotelle è stata restituita danneggiata e inutilizzabile.

La carrozzina danneggiata dopo il volo

È finito con un’amara sorpresa il viaggio in Africa di Manuel Bortuzzo, trascorso tra Zanzibar e Tanzania insieme alla fidanzata Serena Padovano. Al rientro a Roma, dopo un volo Ethiopian Airlines, il nuotatore ha trovato la propria sedia a rotelle danneggiata.

La carrozzina, trasportata nella stiva e riconsegnata nell’area destinata ai bagagli speciali o fuori misura, sarebbe stata restituita in condizioni tali da renderla inutilizzabile. Bortuzzo ha documentato i danni con foto e video pubblicati sui social, decidendo poi di rendere pubblica la vicenda.

«Sono le nostre gambe, la nostra libertà»

Nel suo messaggio, il nuotatore ha sottolineato quanto una carrozzina rappresenti molto più di un semplice oggetto trasportato in aereo.

«Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura», ha scritto Bortuzzo. «Sono le nostre gambe, la nostra libertà».

Il nuotatore ha poi evidenziato il disagio che avrebbe potuto affrontare se il danno fosse avvenuto durante il viaggio di andata: «Fosse successo all’andata? Come facevo 8 giorni lì così? La carrozzina è inutilizzabile».

«Vergognatevi»: la denuncia per chi non ha alternative

Bortuzzo ha invitato a considerare la situazione di chi, diversamente da lui, non avrebbe la possibilità di trovare alternative in caso di danneggiamento della propria carrozzina.

«Mettiamoci nei panni di chi invece al ritorno da un viaggio aveva solo questa per vivere e svolgere le azioni quotidiane», ha scritto, definendo la situazione un «disagio assurdo».

Il nuotatore ha quindi chiarito di aver scelto di parlare pubblicamente dell’accaduto anche per richiamare l’attenzione su un problema più generale: «Io sono fortunato, ma è giusto parlarne per tutte quelle persone che questa fortuna non ce l’hanno».

Altri passeggeri raccontano episodi simili

Dopo le prime segnalazioni pubblicate sui social, diverse persone avrebbero contattato Bortuzzo raccontando di aver vissuto esperienze analoghe.

Da qui la decisione di trasformare la propria disavventura in una denuncia più ampia sulle modalità con cui vengono trattate le carrozzine durante i viaggi aerei. Per chi ne ha bisogno, infatti, si tratta di un ausilio indispensabile per garantire mobilità, autonomia e indipendenza.

Sui social sono arrivate anche reazioni rivolte direttamente a Ethiopian Airlines, con alcuni utenti che hanno chiesto alla compagnia di prendere posizione, scusarsi con il nuotatore e provvedere al risarcimento dei danni.

Per Bortuzzo, dunque, non è semplicemente un bagaglio danneggiato durante un volo: è stato compromesso uno strumento essenziale della sua vita quotidiana. Ed è proprio per questo, sostiene il nuotatore, che episodi simili non dovrebbero accadere.

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