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“Vittorio Feltri presidente della Repubblica”: arriva la sua reazione

Pubblicato: 02/07/2026 09:21

L’ipotesi circola nel dibattito politico, ma il diretto interessato la liquida con ironia. Vittorio Feltri allontana con decisione le voci che lo vorrebbero tra i possibili candidati del centrodestra per il Quirinale, dopo che negli ultimi giorni il suo nome è tornato a essere evocato nel confronto sulla futura successione al presidente della Repubblica.

Il giornalista, che ha compiuto 83 anni lo scorso 25 giugno, non lascia spazio a interpretazioni e, in un’intervista rilasciata al Giornale, commenta con tono sarcastico la possibilità di un suo approdo al Colle. “Io al Quirinale? Ma sono tutti ubriachi. Cosa c’entro io con la Repubblica?! La cosa mi onora, ma mi fa anche veramente ridere”, afferma.
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L’ironia di Feltri sulla corsa al Colle

Nel corso dell’intervista, Feltri prosegue con una serie di battute sull’eventualità di trasferirsi al Quirinale, descrivendo quello scenario come del tutto incompatibile con il proprio stile di vita.

“Ma dai… io a Roma?! Chiuso al Quirinale, da solo, senza inquilini, senza il mio gatto, senza potermi portare una fidanzata… Solo di notte e obbligato a incontrare tutti quegli stranieri delle delegazioni di giorno, per carità”.

Il giornalista torna poi con la memoria al 2015, quando durante le votazioni per il presidente della Repubblica raccolse 47 preferenze. Un episodio che ricorda con il consueto tono ironico.

“Credo che a farlo circolare fossero stati Giorgia Meloni e Matteo Salvini e la Boldrini, che era anche una bella donna, si ingrugniva ogni volta che doveva leggere ‘Vittorio Feltri’ sui foglietti. Era più forte di lei, cambiava espressione, poverina”.

Vittorio Feltri

Il ricordo dell’incontro con Sergio Mattarella

Nel corso della conversazione, Feltri racconta anche un episodio che ha come protagonista l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definendolo uno dei momenti più significativi vissuti negli ultimi anni.

“È stata una cosa emozionante che non mi aspettavo. Io ero seduto tra gli ospiti e quando è entrato Sergio Mattarella si è fermato solo davanti alla mia poltrona, si è chinato verso di me e mi ha dato la mano. A me Mattarella è molto simpatico”.

Quando l’intervistatrice suggerisce che quel gesto potesse essere interpretato come una sorta di simbolico passaggio di testimone, la replica di Feltri è immediata: “Sarebbe una cosa da clinica psichiatrica, dai”.

Il dibattito sul futuro Quirinale

Il tema del prossimo Quirinale è tornato al centro del confronto politico dopo le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui l’elezione di un presidente della Repubblica espressione del centrodestra “non è più un tabù”, ma potrebbe diventare una prospettiva concreta qualora l’attuale maggioranza ottenesse una nuova vittoria alle elezioni politiche del 2027.

L’elezione del capo dello Stato avviene ogni sette anni da parte del Parlamento in seduta comune. L’ultima votazione si è svolta nel 2022, con la conferma di Sergio Mattarella per un secondo mandato, mentre la successiva elezione ordinaria è prevista nel 2029.

In questo contesto sono tornati a circolare diversi nomi come possibili candidati per il futuro Colle, tra cui quello di Vittorio Feltri. Un’ipotesi che, almeno per il diretto interessato, non trova alcun riscontro. Le sue parole, pronunciate con il consueto stile provocatorio, chiudono infatti ogni spiraglio: l’idea di vederlo al Quirinale lo diverte, ma resta, a suo giudizio, una semplice suggestione destinata a rimanere tale.

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