
Un nuovo episodio di tensione tra Russia e NATO si è verificato nei cieli del Mar di Norvegia, dove un aereo militare russo è stato intercettato dai caccia F-35B della Royal Navy dopo essersi avvicinato alla portaerei britannica HMS Prince of Wales. Secondo il Ministero della Difesa del Regno Unito, il velivolo avrebbe effettuato una manovra definita “pericolosa e non professionale”, sorvolando il gruppo navale e rilasciando numerose boe sonar, dispositivi utilizzati per individuare i sottomarini.
L’intercettazione della Royal Navy
L’episodio è avvenuto il 2 luglio, durante una missione della NATO nelle acque dell’Artico. Due F-35B Lightning sono decollati dalla HMS Prince of Wales per intercettare un Tupolev Tu-142 Bear-F, un grande aereo da pattugliamento marittimo della Marina russa impiegato per missioni di sorveglianza e guerra antisommergibile.
Secondo Londra, l’equipaggio russo non avrebbe risposto alle chiamate radio sulle frequenze internazionali, continuando a volare vicino alla formazione navale britannica mentre rilasciava decine di boe sonar in mare. I caccia britannici hanno quindi scortato il velivolo fino a quando non si è allontanato dall’area.
Perché sono state sganciate le boe sonar: il mistero dello yacht di Putin “pedinato”
Le boe sonar sono strumenti galleggianti dotati di sensori che, una volta in acqua, ascoltano i rumori provenienti dal fondale marino. Vengono normalmente utilizzate per individuare e seguire i sottomarini, ma possono anche raccogliere informazioni sui rumori prodotti dalle navi militari.
Secondo gli esperti, l’obiettivo dell’aereo russo potrebbe essere stato quello di acquisire dati sulle caratteristiche acustiche della portaerei britannica e delle altre unità della NATO presenti nella zona, informazioni considerate preziose in caso di future operazioni militari. O potrebbe essere invece stato un dispetto, per reagire al presunto pedinamento dello yacht di Putin da parte della Royal Navy, al largo delle coste norvegesi.
La missione della portaerei britannica
La HMS Prince of Wales, una delle due portaerei della Royal Navy, è impegnata nell’Operazione Firecrest, iniziata nel maggio scorso. Il gruppo navale opera nelle acque della Norvegia insieme ad altre unità dell’Alleanza Atlantica per rafforzare la presenza della NATO nell’Artico e migliorare la capacità di risposta rapida.
Per la prima volta gli F-35B imbarcati sulla portaerei sono stati assegnati a missioni di difesa aerea della NATO, assumendo il compito di intercettare eventuali velivoli ritenuti una minaccia per le forze alleate.
Londra: “Viviamo in un’epoca sempre più pericolosa”
A bordo della portaerei era presente anche il ministro britannico della Difesa Dan Jarvis, che ha ribadito l’importanza della missione nel Nord Europa.
“Viviamo in un’epoca sempre più pericolosa e incerta. Operazioni come questa rafforzano la capacità di deterrenza e difesa della NATO”, ha dichiarato il ministro, sottolineando il ruolo svolto dagli alleati, tra cui anche l’Islanda, nel controllo dell’area artica.
Cresce la tensione tra Russia e NATO
Il monitoraggio reciproco tra mezzi russi e forze della NATO nel Mar di Norvegia è frequente, ma il comportamento attribuito al Tu-142 viene considerato da Londra più aggressivo del normale. L’episodio arriva in un momento di forte tensione tra Mosca e l’Alleanza Atlantica, con un’intensificazione delle attività militari sia nell’Artico sia nel Baltico.
Secondo il Ministero della Difesa britannico, l’intervento dei caccia F-35B ha consentito di monitorare costantemente il velivolo russo e di garantire la sicurezza del gruppo navale impegnato nelle operazioni della NATO.


