
Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda di Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi, i due escursionisti di Ancona dispersi per quasi una settimana sulle Dolomiti Friulane. La coppia è stata individuata all’alba di martedì 7 luglio in una zona impervia tra Cimolais, in provincia di Pordenone, e Domegge di Cadore, nel Bellunese.
Provati dalla lunga permanenza in quota, senza viveri e con evidenti segni di disidratazione, i due sono stati trovati coscienti e in condizioni tali da poter essere recuperati in sicurezza.
Il ritrovamento all’alba
L’avvistamento è avvenuto intorno alle 5.30 durante una ricognizione effettuata con un elicottero del Soccorso alpino. L’equipaggio ha individuato due persone ferme nei pressi dei ruderi di Casera Col Cadorin, a circa 1.700 metri di altitudine.
Tre tecnici del Soccorso alpino del Veneto sono stati calati sul posto con il verricello, hanno raggiunto i due escursionisti e ne hanno confermato l’identità. Dopo i primi controlli sanitari, Cesaroni e Pesaresi sono stati recuperati e trasportati al Rifugio Pordenone, punto di partenza della loro escursione.
La decisione che ha permesso loro di sopravvivere
Secondo le prime ricostruzioni, i due avevano imboccato il sentiero Marini dopo aver attraversato la Val Montanaia. L’itinerario, in gran parte dismesso, presenta tratti franati e passaggi particolarmente esposti.
Rendendosi conto di non poter proseguire né tornare indietro senza correre gravi rischi, hanno scelto di fermarsi nei pressi dei ruderi di una vecchia casera e attendere l’arrivo dei soccorsi. Una decisione che si è rivelata determinante.
Nelle vicinanze scorreva infatti un piccolo torrente che ha consentito loro di bere durante i sei giorni trascorsi in montagna, compensando almeno in parte la mancanza di cibo.
Le ricerche coordinate tra Friuli e Veneto
L’allarme era stato lanciato dalla madre di Davide Cesaroni, preoccupata per il mancato rientro del figlio e della compagna e per la loro assenza dal lavoro.
Gli investigatori hanno individuato l’auto della coppia parcheggiata al Rifugio Pordenone e accertato che i due non si erano presentati a una cena prenotata in un’osteria di Cimolais, elementi che hanno permesso di concentrare le ricerche nell’area.
Alle operazioni hanno partecipato uomini del Soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, Vigili del fuoco, Guardia di Finanza, Protezione civile ed equipaggi di elicotteri specializzati, impegnati per giorni tra boschi, ghiaioni e canaloni fino al ritrovamento della coppia.


