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Trump tende la mano a Meloni: la Casa Bianca valuta un ruolo per l’Italia in Libia

Pubblicato: 07/07/2026 07:15

Dopo settimane di tensioni e attacchi pubblici, l’amministrazione Trump starebbe cercando una strada per ricucire i rapporti con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’occasione sarebbe il vertice Nato di Ankara, dove potrebbero arrivare non solo segnali politici di distensione, ma anche una proposta concreta: affidare a Italia e Turchia un ruolo centrale nella stabilizzazione della Libia e nella valorizzazione delle sue risorse energetiche.

Secondo fonti vicine all’amministrazione statunitense, una parte della Casa Bianca considera Roma un alleato troppo importante per lasciare che la crisi diplomatica degeneri. L’idea sarebbe quella di trasformare il dossier libico in un terreno di collaborazione strategica, rafforzando il ruolo italiano nel Mediterraneo e favorendo al tempo stesso gli interessi occidentali nell’area.

La spaccatura dentro l’amministrazione Trump

All’interno della Casa Bianca, però, convivono due linee molto diverse. Da una parte c’è chi punta a ristabilire un rapporto positivo con il governo italiano, ritenendo fondamentale mantenere saldo il legame con Roma. Dall’altra resta forte la componente vicina al movimento Maga, che continua a giudicare Meloni un’alleata poco affidabile e ritiene ormai compromessa la relazione politica con Washington.

Questa contrapposizione interna sarebbe destinata a essere risolta direttamente da Trump, che nei prossimi giorni dovrà decidere quale direzione imprimere ai rapporti con l’Italia.

L’amministrazione americana starebbe anche valutando un gesto simbolico durante il vertice Nato, dove Trump e Meloni torneranno a incontrarsi dopo le recenti polemiche. A questo potrebbe aggiungersi una collaborazione più ampia sul piano internazionale, con Roma coinvolta in alcuni dei principali dossier del Mediterraneo.

La Libia al centro della strategia

Il progetto riguarderebbe soprattutto la Libia, dove Washington punta a favorire la nascita di un governo unitario e a rilanciare gli investimenti occidentali nel settore energetico. In questo quadro, l’Italia verrebbe considerata un interlocutore privilegiato sia per la sua storica presenza nel Paese sia per gli interessi legati alle attività di Eni.

L’ipotesi allo studio prevederebbe un coordinamento tra Italia e Turchia per sostenere la stabilizzazione della Libia e accompagnarne lo sviluppo economico, trasformando questo incarico in un segnale concreto di riavvicinamento politico tra Roma e Washington.

Resta però aperto il fronte delle richieste americane agli alleati della Nato. Gli Stati Uniti continuano infatti a chiedere un rapido aumento della spesa militare fino al 5% del Pil e confermano che è in corso una revisione della presenza militare statunitense in Europa, con possibili cambiamenti nella distribuzione di truppe e mezzi. Un messaggio che riguarda anche l’Italia e che mantiene alta la pressione nei confronti del governo Meloni.

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