
In quello che appare come un ulteriore aggravamento della crisi, mettendo a rischio un cessate il fuoco già estremamente precario, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha reso noto di aver eseguito un’operazione congiunta utilizzando missili e droni contro obiettivi militari americani ritenuti strategici. Tra questi figurano la base di Bandar Salman, collegata alla Quinta Flotta statunitense in Bahrein, e la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait. Teheran sostiene inoltre di aver abbattuto un drone statunitense MQ-9, che avrebbe cercato di ostacolare lo svolgimento dell’operazione. La città di Bandar Abbas tra i punti colpiti dagli Stati Uniti
07:06 – Esplosione a Bandar Abbas durante gli attacchi degli Stati Uniti Iniziano a circolare le prime immagini delle conseguenze del raid statunitense, tra queste una forte esplosione nei pressi di Bandar Abbas. Le Guardie Rivoluzionarie dell’Iran hanno annunciato di aver lanciato, nella giornata di mercoledì, un attacco contro installazioni militari statunitensi situate in Bahrein e Kuwait. L’azione arriva dopo i raid condotti dagli Stati Uniti contro obiettivi iraniani, effettuati in risposta agli attacchi alle petroliere avvenuti nello Stretto di Hormuz.
05:21 – Il Kuwait intercetta droni e missili
Il Kuwait ha confermato che i propri sistemi di difesa aerea sono entrati in azione contro droni e missili ostili. Lo Stato Maggiore dell’esercito kuwaitiano ha spiegato che le esplosioni avvertite in alcune zone del Paese sono state causate dalle intercettazioni in volo. L’allarme conferma l’allargamento della crisi nell’area del Golfo, dove le basi americane restano un possibile obiettivo della rappresaglia iraniana dopo i raid statunitensi.
05:15 – Gli Usa: colpiti sistemi di difesa e oltre 80 obiettivi
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver colpito oltre 80 obiettivi durante i raid notturni contro l’Iran. Tra gli obiettivi indicati figurano sistemi di difesa aerea, reti di comando e controllo, postazioni radar costiere, capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nello Stretto di Hormuz e nelle sue vicinanze. Washington presenta l’operazione come una risposta agli attacchi iraniani contro il commercio internazionale.
05:13 – Ghalibaf: “L’era del bullismo è finita”
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore per Teheran nella trattativa con gli Stati Uniti, ha accusato Washington di gravi violazioni del Memorandum d’intesa. Nel suo messaggio ha citato gli attacchi nel sud dell’Iran, la reintroduzione delle sanzioni sul petrolio e le minacce di ulteriori raid. “L’era del bullismo e dell’estorsione è finita. Non ci pieghiamo”, ha scritto, rilanciando la linea dura della leadership iraniana.
04:40 – Sirene in Bahrein, allerta del ministero dell’Interno
Il Bahrein ha attivato le sirene di allarme missilistico dopo gli attacchi statunitensi contro l’Iran e la risposta di Teheran nell’area del Golfo. Il ministero dell’Interno ha invitato cittadini e residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino. Le autorità non hanno fornito dettagli immediati su eventuali impatti o danni, ma l’allerta conferma la pressione crescente sui Paesi che ospitano installazioni americane nella regione.
04:29 – Centcom: completato l’attacco Usa contro l’Iran
Il Centcom ha annunciato il completamento degli attacchi offensivi contro l’Iran, sostenendo che l’operazione è stata una risposta immediata all’offensiva iraniana contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Il Comando americano ha spiegato di aver colpito infrastrutture militari e capacità operative considerate essenziali per gli attacchi contro la navigazione internazionale, con l’obiettivo di ridurre la possibilità di nuove azioni iraniane contro il corridoio commerciale.
03:20 – Teheran: “Gli Usa violano il Memorandum d’intesa”
Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il Memorandum d’intesa con il ripristino delle sanzioni sulle vendite di petrolio iraniano. Secondo Teheran, la decisione americana rappresenta una “chiara violazione” dell’accordo e dimostra la malafede dell’amministrazione statunitense. La misura, arrivata a meno di venti giorni dalla firma del memorandum, rafforza la convinzione iraniana che Washington non sia un interlocutore affidabile.
03:13 – Petrolio in rialzo dopo i raid americani
Il prezzo del petrolio di riferimento statunitense è salito di oltre il 2,5% all’apertura dei mercati dopo l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. A pesare sono soprattutto i timori per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il trasporto mondiale di greggio. Ogni nuova fiammata militare nell’area rischia di tradursi in tensioni sui mercati energetici, con ricadute potenziali sui prezzi e sugli approvvigionamenti.
03:04 – Axios: Trump ha ordinato gli attacchi dal vertice Nato
Donald Trump avrebbe approvato il piano di attacco contro l’Iran e ne avrebbe ordinato l’esecuzione mentre si trovava in Turchia per il vertice della Nato. Secondo Axios, il presidente americano ha riunito ad Ankara il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo degli Stati maggiori congiunti, generale Dan Caine. Non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno le operazioni.
03:03 – Funzionario Usa: “È una punizione, non finirà presto”
Un funzionario statunitense ha descritto i raid contro l’Iran come una “punizione” e ha lasciato intendere che l’azione militare potrebbe proseguire. Secondo la ricostruzione, Washington considera gli attacchi iraniani contro le navi mercantili nello Stretto di Hormuz una linea rossa superata. Gli Stati Uniti hanno inoltre reintrodotto le sanzioni sulle vendite di petrolio iraniano, affiancando alla pressione militare anche quella economica.
01:00 – Media iraniani: feriti al molo commerciale di Sirik
I media statali iraniani riferiscono che diverse persone sono rimaste ferite dalle schegge di un “proiettile nemico” presso il molo commerciale di Sirik, nel sud del Paese. La zona si trova in un’area strategica vicino allo Stretto di Hormuz, già al centro dei raid e delle esplosioni registrate durante la notte. Al momento non sono stati diffusi bilanci ufficiali più dettagliati né indicazioni precise sull’entità dei danni.
00:47 – Teheran promette ritorsioni dopo gli attacchi Usa
Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato ripetutamente il Memorandum d’intesa e ha annunciato misure di ritorsione dopo gli attacchi americani nei pressi dello Stretto di Hormuz. In un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, Teheran ha avvertito Washington sulle conseguenze della violazione dell’intesa e ha promesso azioni decisive per tutelare gli interessi e la sicurezza nazionale dell’Iran.
00:10 – Axios: raid Usa quattro o cinque volte più pesanti
Gli ultimi attacchi statunitensi contro l’Iran sarebbero stati quattro o cinque volte superiori, per portata e potenza, rispetto a quelli condotti a fine giugno. A riferirlo è Axios, che cita un funzionario americano. Il dato conferma il salto di qualità dell’offensiva ordinata da Washington, non più limitata a singoli obiettivi ma estesa a una rete più ampia di infrastrutture militari, navali e di comando.
23:55 – Esplosioni a Sirik, Qeshm e Bandar Abbas
Diverse esplosioni sono state udite nei pressi di Sirik e Qeshm, nel sud dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. I media statali iraniani riferiscono di sei esplosioni sull’isola di Qeshm, sette nella città di Sirik e altre ancora nella grande città portuale di Bandar Abbas. L’area colpita è considerata strategica per la proiezione militare iraniana nel Golfo e per il controllo delle rotte marittime.
23:54 – Il Qatar convoca il vice ambasciatore iraniano
Il Qatar ha convocato il vice ambasciatore dell’Iran a Doha dopo l’attacco alla petroliera qatariana Al Rekayyat, avvenuto mentre transitava vicino allo Stretto di Hormuz. Il ministero degli Esteri qatariano ha consegnato una nota di protesta, definendo l’episodio una grave violazione della sicurezza della navigazione internazionale e una minaccia diretta alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici globali.


