Vai al contenuto

“Trovata in un campo”. Garlasco, l’annuncio: si muovono tutti

Pubblicato: 08/07/2026 13:26

Il delitto di Garlasco continua a essere uno dei casi di cronaca più discussi d’Italia. A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni nuovo sviluppo sembra rimettere in discussione elementi che fino a poco tempo fa apparivano consolidati. L’inchiesta, anziché avvicinarsi a una conclusione definitiva, continua ad arricchirsi di interrogativi, omissioni e particolari che alimentano nuove ipotesi investigative.

Negli ultimi mesi il fascicolo ha assunto una direzione ancora più complessa. L’attenzione degli investigatori non è rivolta soltanto agli elementi raccolti all’epoca del delitto, ma anche al modo in cui furono condotte le prime indagini. Proprio questo filone sta facendo emergere aspetti che potrebbero avere un peso rilevante nella ricostruzione dell’intera vicenda.

L’ex comandante dei carabinieri finisce sotto indagine

A finire sotto la lente della Procura è infatti Gennaro Cassese, ex comandante dei carabinieri che guidò le prime fasi dell’inchiesta. Si tratta del primo militare entrato nella villetta dei Poggi dopo il delitto, della persona che interrogò inizialmente Alberto Stasi e successivamente anche Andrea Sempio. Oggi l’ex ufficiale risulta indagato per “falsa testimonianza”, circostanza che rende ancora più delicato il quadro investigativo. Secondo gli inquirenti, proprio alcuni aspetti relativi all’interrogatorio di Sempio presenterebbero anomalie meritevoli di approfondimento.

Il punto centrale riguarda il verbale redatto nel 2008 durante l’audizione di Andrea Sempio, quando l’amico del fratello della vittima consegnò il celebre scontrino del parcheggio di Vigevano, indicato come alibi. Per la Procura quel documento conterrebbe lacune significative. A pesare sarebbero soprattutto i ripetuti “non ricordo” pronunciati da Cassese nel corso degli accertamenti su episodi considerati importanti dagli investigatori.

Tra gli elementi che hanno attirato maggiormente l’attenzione della magistratura c’è anche un episodio rimasto fuori dal verbale ufficiale. I pubblici ministeri hanno infatti ricostruito che durante quell’interrogatorio Sempio accusò un malore tanto serio da rischiare di perdere i sensi. Fu necessario l’intervento del 118, come confermato dai registri sanitari, eppure di quell’episodio non compare alcuna traccia nel verbale. Anche su questo particolare, l’ex comandante avrebbe dichiarato: “non ricordo”.

Negli anni scorsi era stato proprio Cassese a raccontare pubblicamente alcuni retroscena delle prime indagini. Ospite della trasmissione Storie Italiane, aveva riferito dell’incontro al cimitero tra Marco Poggi e Alberto Stasi, spiegando che “il fratello di Chiara chiese ad Alberto dell’esistenza del video intimo”. Sempre secondo il racconto dell’ex comandante, Marco Poggi avrebbe chiesto una copia di quel filmato “pulito dalle parti intime”, per conservare un ricordo della sorella, ricevendo però da Stasi la risposta che questa operazione “non era possibile”.

Dichiarazioni sulle quali l’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, ha ironizzato osservando: “Su Stasi però ricorda tutto”. Intanto Cassese ha affidato la propria difesa all’avvocato Valter Biscotti, che contesta l’impostazione dell’inchiesta: “Vedo più un comportamento della Procura un po’ anomalo volto a ottenere un riscontro ad alcuni aspetti dell’inchiesta, a mio avviso già di per sé abbastanza debole”, sostiene il suo legale, che poi aggiunge: “Non credo che esistono i presupposti di legge per la contestazione di detto reato”.

Nel frattempo anche il fronte difensivo di Andrea Sempio continua a muoversi. I suoi avvocati, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno annunciato nuovi accertamenti sul luogo del delitto, convinti che vi siano ancora elementi mai valorizzati. Taccia ha infatti spiegato che verrà effettuato “un sopralluogo nel retro della villetta, andremo anche tra i rovi”. L’obiettivo della difesa è verificare l’eventuale presenza di indizi che possano rafforzare la convinzione dell’innocenza del loro assistito.

Proprio quei terreni rappresentano uno dei punti più controversi dell’intera ricostruzione. Secondo l’ipotesi della Procura, Sempio avrebbe attraversato i campi subito dopo il delitto per raggiungere l’abitazione della nonna, distante circa 500 metri dalla casa di Chiara Poggi. Tuttavia, in quella stessa zona un testimone riferì di aver trovato una bicicletta nera nascosta tra le sterpaglie, nei pressi di via Toledo e via Pascoli. Un particolare che sorprendentemente non sarebbe mai stato verbalizzato ufficialmente. Un dettaglio rimasto nell’ombra per anni che oggi torna ad alimentare un nuovo filone investigativo, aggiungendo un ulteriore tassello a uno dei casi giudiziari più enigmatici della cronaca italiana.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure