
Il calcio italiano si ritrova a fare i conti con un’altra dolorosissima pagina sportiva, un vero e proprio incubo a tinte azzurre che si materializza a pochi giorni di distanza da una delusione altrettanto cocente. Dopo l’eliminazione della Nazionale maggiore guidata da Gennaro Gattuso nella sfortunata notte in Bosnia, anche la selezione Italia Under 19 subisce lo stesso identico e atroce destino. Sul terreno di gioco del Bangor City Stadium, in Galles, i ragazzi guidati dal commissario tecnico Alberto Bollini si arrendono alla Danimarca ai calci di rigore per 5-4, dopo che i tempi regolamentari e i successivi supplementari si erano chiusi sul punteggio di 0-0. Questo passo falso costa carissimo agli Azzurrini, che vedono svanire l’opportunità di accedere allo spareggio interconfederale contro la quarta classificata della Coppa d’Asia, una sfida cruciale che avrebbe messo in palio il pass per il Mondiale Under 20 del 2027 in programma in Azerbaigian e Uzbekistan. Per tutto il movimento calcistico nazionale si tratta di una batosta tremenda, arrivata subito dopo il fallimento all’Europeo gallese, dove l’Italia era stata estromessa già nella fase a gironi a causa delle sconfitte rimediate contro Croazia e Ucraina.
Approccio tattico e prudenza nel primo tempo
L’avvio della contesa continentale vede l’Italia scendere in campo con un piglio positivo, forte anche della novità tattica che vede Liberali schierato nell’undici titolare fin dal primo minuto di gioco. Nonostante le ottime intenzioni dei ragazzi di Bollini, i ritmi della partita si rivelano immediatamente piuttosto bassi e la sfida rimane bloccata all’interno di binari tattici molto rigidi. Gli Azzurrini provano comunque a farsi preferire sul piano del gioco e a rendersi pericolosi. Tra il ventunesimo e il ventitreesimo minuto della prima frazione di gioco è Marello a rendersi protagonista delle occasioni più nitide, impegnando severamente l’estremo difensore danese Breum-Harild con un insidioso sinistro a giro scagliato dal limite dell’area, che il portiere avversario riesce a deviare in calcio d’angolo non senza qualche affanno. Poco dopo la mezz’ora di gioco sale in cattedra Natali con una percussione solitaria palla al piede di pregevole fattura, ma il suo tentativo viene arginato sul più bello dal pacchetto arretrato della Danimarca. Poco più tardi anche Sala tenta la fortuna con un’azione personale, ma la sua conclusione non trova miglior sorte. Le due squadre vanno così al riposo sul punteggio di parità, un risultato ad occhio nudo figlio della comprensibile prudenza e dell’alta posta in palio.
Emozioni a non finire nella ripresa
Nel secondo tempo lo spartito del match cambia radicalmente e la gara si accende improvvisamente regalando continui brividi. La Danimarca si scuote dal torpore iniziale e comincia a spingersi in avanti con maggiore convinzione, tanto che serve il miglior riflesso di Pessina per salvare la porta azzurra da un gol che sembrava ormai fatto, opponendosi con una discesa rapidissima alla conclusione ravvicinata di Legolas. Scampato il tremendo pericolo, l’Italia torna a macinare gioco e colleziona una clamorosa tripla occasione da rete attorno al sessantesimo minuto. Su un pasticcio difensivo commesso dalla retroguardia danese proprio al limite dell’area di rigore, Iddrissou calcia a botta sicura trovando però la pronta risposta del portiere avversario. Sulla corta respinta si fionda con rapidità Liberali, ma il suo tiro a colpo sicuro sbatte violentemente contro il corpo di un difensore appostato sulla traiettoria. Non è finita, perché il pallone arriva sui piedi del neo-giocatore del Genoa Wiafe, il quale vanifica la terza opportunità consecutiva spedendo incredibilmente alto di sinistro. Cinque minuti più tardi gli Azzurrini sfiorano ancora il vantaggio grazie a un’ottima sponda aerea di Rizzo, ma Mosconi manca l’appuntamento con la deviazione vincente a pochissimi passi dalla linea di porta. Nelle battute finali del match subentra inevitabilmente la stanchezza e i ragazzi di Bollini rischiano la clamorosa beffa all’ottantacinquesimo minuto, quando Gothler semina il panico nell’area italiana con una serpentina magistrale, venendo fermato soltanto da uno straordinario salvataggio sulla linea di porta da parte del provvidenziale Natali.
Supplementari nel segno della sfortuna
Si arriva così ai tempi supplementari, un verdetto che certifica la terza partita consecutiva senza reti all’attivo per l’Italia nei novanta minuti regolamentari. Le emozioni più intense e i rimpianti maggiori della squadra azzurra si concentrano nel corso del primo tempo extra. Su un cross perfetto pennellato dalla trequarti destra, è ancora una volta il vivace Wiafe a svettare imperioso a centro area. Il tempo dello stacco aereo del calciatore italiano è perfetto, ma la dea bendata volta le spalle all’Italia e la sfera di gioco si stampa in pieno sul palo alla destra dell’estremo difensore della Danimarca. Nel secondo tempo supplementare subentra in maniera evidente la paura di subire una beffa irreparabile e le due squadre si coprono molto. L’unico vero sussulto porta la firma della Danimarca al centoquindicesimo minuto di gioco, ma Sala si dimostra provvidenziale nell’intercettare l’ultimo pallone vagante ed evitare guai peggiori prima del fischio finale dell’arbitro.
Lotteria dei rigori fatale per gli azzurrini
L’epilogo della sfida si sposta inevitabilmente sul dischetto dei rigori. Durante la lotteria dagli undici metri la tensione è palpabile e si registrano purtroppo gli errori decisivi per i colori azzurri. Il primo errore dell’Italia porta la firma del difensore Natali, ma i rigori ad oltranza si rivelano fatali. Al sesto tentativo della sequenza lo juventino Elimoghale calcia altissimo sopra la traversa il suo penalty, abbandonandosi immediatamente alle lacrime e alla disperazione più totale sul terreno di gioco. La Danimarca può così festeggiare il successo finale per 5-4 e volare all’ultimo step internazionale utile per la qualificazione ai Mondiali. L’Italia Under 19, che era partita all’inizio di questa avventura sportiva con grandissime ambizioni di successo, fa invece mestamente ritorno a casa a mani vuote e con il morale comprensibilmente a terra. Il digiuno mondiale per il calcio italiano prosegue senza sosta, estendendosi purtroppo anche alle selezioni giovanili.


