
Le complesse e drammatiche operazioni di perlustrazione che stanno interessando lo specchio d’acqua del Viterbese si scontrano con condizioni ambientali estremamente severe, mettendo a dura prova la straordinaria macchina dei soccorsi dispiegata sul campo. Le autorità competenti e i nuclei speciali coordinati stanno battendo palmo a palmo ogni singolo settore sommerso, nel tentativo di localizzare e recuperare Luigi Cavallari, l’ottantaquattrenne coniuge dell’esponente di governo Eugenia Roccella, di cui si sono perse definitivamente le tracce dallo scorso 27 giugno. Lo sforzo operativo, che vede impegnata una fitta rete di forze dell’ordine e specialisti del soccorso subacqueo, deve fare i conti con insidie naturali non indifferenti, legate sia alla morfologia specifica del bacino sia a improvvisi e violenti mutamenti delle condizioni meteorologiche locali.
I subacquei professionisti e i tecnici della mappatura strumentale stanno lavorando in un contesto di visibilità quasi nullo, dove ogni movimento richiede la massima precisione e protocolli di sicurezza rigidissimi per salvaguardare l’incolumità degli stessi operatori. «Le difficoltà nelle ricerche derivano dal fatto che l’area è molto estesa, il lago di Vico non è piccolo come si possa pensare, e la visibilità in acqua non arriva a un metro. Il fondale è limaccioso, molto soffice e tende a nascondere quanto vi si deposita. Ma le operazioni proseguono. Ci ha fermati un’oretta fa solo una tempesta improvvisa con un vento forte che avrebbe messo a rischio i sommozzatori già in immersione» spiegano i vertici operativi dei soccorsi per descrivere lo scenario ostile in cui si muovono i nuclei subacquei.
La strategia dei target strumentali e il coordinamento delle forze in campo
La complessa pianificazione delle immersioni non si affida al caso, ma segue criteri scientifici rigidi, basati su tecnologie di scansione avanzate che permettono di individuare anomalie morfologiche sul fondo prima di inviare gli specialisti in profondità. «Attualmente ci concentriamo laddove vengono individuati dei target – spiega – dei punti, cioè, che emergono dalla ricerca strumentale e che possono essere maggiormente significativi e comunque compatibili con quello che si sta cercando. Anche questa mattina abbiamo lavorato, e riprenderemo appena le condizioni meteo torneranno a consentirlo, secondo una divisione dell’area tra noi, i carabinieri, la polizia e la guardia di finanza. Per quanto ci riguarda, siamo 12 sommozzatori oltre agli operatori come i topografi per mappare la zona»confermano le autorità competenti illustrando il piano d’azione.
La cooperazione tra i diversi corpi dello Stato è totale e si articola su turni continui che coprono l’intera giornata, compatibilmente con le finestre di stabilità climatica che la zona lacustre concede in queste ore tormentate. La presenza di fango mobile e sedimenti soffici sul letto del lago rappresenta l’ostacolo più severo, poiché qualunque oggetto o corpo può essere parzialmente o totalmente coperto dalla melma sollevata dalle correnti interne, rendendo l’esplorazione tattile l’unica risorsa laddove la vista fallisce. Oltre al personale schierato direttamente sotto la superficie, i topografi di terra e di bordo stanno raccogliendo dati millimetrici per creare una mappa tridimensionale aggiornata, in grado di escludere progressivamente le aree già bonificate e concentrare le ultime energie rimaste sulle zone a più alto tasso di probabilità, senza lasciare nulla al caso in questa dolorosa corsa contro il tempo.


