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Meloni cita Kotoku Wamura alla Nato: il sindaco giapponese che salvò un villaggio dallo tsunami

Pubblicato: 09/07/2026 20:41

Al termine del vertice Nato di Ankara, Giorgia Meloni ha richiamato la figura di Kotoku Wamura per spiegare che governare significa anche avere il coraggio di compiere scelte impopolari quando si ritengono necessarie per il bene della comunità. Un riferimento particolare a un politico giapponese quasi sconosciuto al grande pubblico, ma protagonista di una storia diventata simbolo di lungimiranza e prevenzione.

Il sindaco che sfidò tutti per proteggere Fudai

Kotoku Wamura fu sindaco di Fudai, un piccolo villaggio della prefettura giapponese di Iwate, per circa quarant’anni. La sua determinazione nacque da una tragedia vissuta in prima persona: da giovane aveva assistito agli effetti devastanti di un terremoto e di uno tsunami che causarono la morte di 137 abitanti del paese.

Dopo quella esperienza, Wamura promise a se stesso che una simile catastrofe non si sarebbe mai più ripetuta. Da quel momento trasformò la prevenzione dei disastri nella missione della sua attività politica.

La diga contestata dai cittadini

Il progetto più ambizioso del sindaco fu la costruzione di una grande barriera di protezione. Prima venne realizzato un muro costiero, poi, tra il 1972 e il 1984, una diga fluviale alta 15,5 metri.

L’opera ebbe costi molto elevati e incontrò numerose opposizioni. Molti abitanti e parte del consiglio comunale la considerarono uno spreco di risorse pubbliche, criticando Wamura per aver investito ingenti somme in una struttura che, secondo i detrattori, avrebbe anche rovinato il paesaggio sul mare.

Il sindaco terminò il suo lungo mandato tra critiche e polemiche. Morì nel 1997, a 88 anni, senza vedere riconosciuta pienamente la validità della sua scelta.

Lo tsunami del 2011 diede ragione alla sua visione

La prova arrivò il 11 marzo 2011, quando il terremoto del Tōhoku provocò uno degli tsunami più devastanti della storia del Giappone. Le onde raggiunsero anche la costa di Fudai, arrivando a sfiorare i 20 metri di altezza.

Nei territori vicini molte barriere non riuscirono a contenere la furia dell’acqua, provocando enormi distruzioni e migliaia di vittime. A Fudai, invece, la diga progettata da Wamura riuscì a limitare gli effetti dello tsunami.

I soccorritori abbassarono i grandi pannelli d’acciaio della struttura e la barriera assorbì gran parte dell’impatto dell’acqua. Il villaggio rimase quasi completamente protetto: mentre le aree circostanti subirono danni devastanti, a Fudai si registrò soltanto una vittima.

Il messaggio dietro la citazione di Meloni

La storia di Wamura è stata evocata dalla premier come esempio di una politica capace di guardare oltre il consenso immediato. La sua scelta, inizialmente impopolare e contestata, si è rivelata decisiva decenni dopo, dimostrando il valore delle decisioni prese pensando alle generazioni future.

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Ultimo Aggiornamento: 09/07/2026 20:42

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