
Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è tornato a criticare la politica di riarmo adottata dai Paesi occidentali, sostenendo che la presunta minaccia di un’estensione del conflitto oltre l’Ucraina sia stata utilizzata per legittimare un aumento delle spese per la difesa.
“La Nato non vede segnali di un attacco all’Europa”
Intervenendo durante la trasmissione In Onda su La7, Conte ha richiamato le dichiarazioni del comandante supremo delle forze Nato, secondo il quale non vi sarebbero elementi che indichino un piano della Russia per attaccare direttamente l’Europa.
Il leader pentastellato ha inoltre osservato che, a suo giudizio, Mosca non è riuscita a raggiungere gli obiettivi militari prefissati nel Donbass dall’inizio della guerra, invitando a una valutazione più realistica della situazione sul campo.
“Si è alimentata la narrativa del riarmo”
Secondo Conte, nelle prime fasi del conflitto il dibattito si sarebbe rapidamente spostato dalla difesa dell’Ucraina all’ipotesi di un progetto russo di invasione dell’intero continente europeo.
Una rappresentazione che, a suo avviso, avrebbe favorito un’accelerazione degli investimenti nel settore della difesa. “Per giustificare l’aumento delle spese per gli armamenti si è parlato di una minaccia russa che andava oltre il conflitto tra Mosca e Kiev”, ha affermato.
“Con l’Ucraina, ma contro l’escalation”
Conte ha ribadito di essersi schierato fin dall’inizio a sostegno dell’Ucraina dopo l’invasione russa, ma ha sostenuto che il conflitto sia stato sfruttato anche da interessi economici legati all’industria della difesa e ai grandi investitori del settore.
Secondo il presidente del M5S, questa dinamica avrebbe contribuito a rafforzare la spinta verso il riarmo, con i governi occidentali che hanno motivato l’incremento delle spese militari richiamando la necessità di fronteggiare una più ampia minaccia proveniente dalla Russia.


