Vai al contenuto

Inferno nello stabilimento rifiuti: maxi incendio e nube nera visibile per chilometri

Pubblicato: 12/07/2026 20:42

Un violento incendio è divampato nel primo pomeriggio di domenica all’interno dello stabilimento Remat Italia nella zona industriale di San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone. Le fiamme hanno interessato l’impianto dedicato al trattamento e al riciclo dei rifiuti urbani, provocando una densa colonna di fumo nero visibile anche a diversi chilometri di distanza.

Imponente intervento dei soccorsi

Sul posto sono intervenute numerose squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate a contenere il rogo e a impedire che le fiamme raggiungessero i campi e le altre aree circostanti.

A supporto delle operazioni sono arrivati anche gli specialisti Nbc (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico), chiamati a operare per la possibile presenza di materiali plastici e altri rifiuti potenzialmente pericolosi coinvolti nell’incendio. Presenti inoltre i Carabinieri Forestali e il personale del 118. Al momento non risultano persone ferite.

La nube nera preoccupa i residenti

L’aspetto più evidente dell’emergenza è la gigantesca nube di fumo nero che si è alzata sopra l’area industriale, risultando visibile anche dai comuni vicini.

Nonostante la portata dell’incendio, al momento non sono state emanate particolari ordinanze precauzionali da parte del Commissario prefettizio che amministra il Comune di San Giorgio a Liri. Le autorità continuano comunque a monitorare l’evoluzione della situazione.

Cos’è la Remat Italia

L’impianto coinvolto appartiene a Remat Italia, società partecipata da Saf, l’azienda pubblica che gestisce il ciclo dei rifiuti per i 91 Comuni della provincia di Frosinone, insieme a un socio privato.

La struttura svolge attività di trattamento e recupero dei rifiuti urbani, rappresentando uno degli impianti strategici per la gestione dei rifiuti del territorio provinciale.

Indagini sulle cause del rogo

Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Al momento gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, dall’innesco accidentale favorito dalle alte temperature fino a un eventuale gesto doloso.

Nelle prime ore successive al rogo erano circolate indiscrezioni secondo cui il custode avrebbe notato una persona allontanarsi poco prima dell’inizio dell’incendio. Una circostanza che, secondo quanto emerso successivamente, non avrebbe trovato conferma: lo stesso custode avrebbe infatti riferito di non aver visto movimenti sospetti. Le indagini proseguono mentre i soccorritori sono ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento e bonifica dell’area.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure