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Morto Lindsey Graham: chi era il senatore alleato di Trump

Pubblicato: 12/07/2026 10:30
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panorama politico statunitense viene scosso da una notizia drammatica e del tutto inaspettata, destinata a ridisegnare gli equilibri di potere all’interno del Congresso a pochi mesi da un appuntamento elettorale decisivo. Il senatore repubblicano statunitense Lindsey Graham, figura di primo piano del Partito repubblicano al Congresso e stretto alleato di Donald Trump, è morto sabato sera all’età di 71 anni dopo una «breve e improvvisa malattia». Il decesso del veterano della Carolina del Sud apre un vuoto profondo nel fronte conservatore, privandolo di una delle sue voci più autorevoli e capaci di mediare tra le diverse anime della destra americana.

La scomparsa del parlamentare ha suscitato l’immediata e commossa reazione dei vertici dello Stato, a partire dallo stesso inquilino della Casa Bianca, legato a lui da un complesso e duraturo rapporto di stima e collaborazione. Il presidente statunitense ha ricordato Graham con un messaggio sui social, definendolo «una delle persone e dei senatori più straordinari che abbia mai conosciuto», sottolineandone l’impegno politico e il patriottismo. «Lavorava sempre ed era un vero patriota americano. Seguiranno dettagli e disposizioni Che tristezza!», ha scritto Trump, visibilmente colpito dalla perdita dell’amico.

La lunga carriera a Washington e il nodo della maggioranza

La parabola pubblica del politico scomparso ha attraversato oltre tre decenni di storia legislativa, caratterizzandosi per un’evoluzione che lo ha portato dai banchi dell’opposizione interna fino alla cerchia dei fedelissimi del leader repubblicano. Eletto per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti nel 1994 e al Senato nel 2002, Graham era in corsa per un nuovo mandato alle elezioni di quest’anno. Negli ultimi anni si era affermato come uno dei principali sostenitori di Trump al Senato, pur mantenendo in alcune occasioni posizioni divergenti, in particolare su questioni di politica estera.

Proprio il magnate newyorkese aveva voluto blindare la sua ricandidatura solo poche settimane fa, ricordando la transizione del loro legame da una fiera rivalità a un’intesa d’acciaio. «È straordinario. È stato al mio fianco per tanto tempo», aveva detto il presidente, ricordando anche il duro confronto tra i due nelle primarie repubblicane del 2016. «Dopo quella sfida siamo diventati grandi amici e mi ha aiutato quanto chiunque altro al Senato», aveva aggiunto. Recentemente, Graham aveva incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a testimonianza del suo costante attivismo sullo scacchiere internazionale. Ora, tuttavia, la sua sedia vuota apre scenari complessi per il partito: con la scomparsa di Graham e l’incognita sulle condizioni di salute di Mitch McConnell i repubblicani rischiano di avere una maggioranza più risicata al Senato, complicando l’iter delle prossime riforme governative.

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