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“Chiara così, in pigiama”. Garlasco, la testimonianza di Stefania Cappa che stravolge tutto

Pubblicato: 13/07/2026 16:48

Una testimonianza rimasta finora ai margini dell’inchiesta torna al centro del caso Garlasco. Le dichiarazioni rese da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, sono state acquisite dalla Procura di Pavia, che sta conducendo i nuovi accertamenti sull’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007.

Secondo quanto emerso dalla videoaudizione del 5 maggio scorso, Stefania Cappa avrebbe raccontato un episodio che, a suo dire, non sarebbe mai stato riportato nei verbali dell’epoca, pur sostenendo di averlo riferito già durante le prime dichiarazioni ai carabinieri di Vigevano.

Il racconto riguarda un fatto avvenuto alcuni giorni prima del delitto. La testimone ha ricordato che, mentre si trovava in casa con la cugina, un allarme scattò all’esterno dell’abitazione, provocando una reazione che le è rimasta impressa negli anni.

Stando alla sua ricostruzione, Chiara Poggi uscì immediatamente in strada, lungo via Pascoli, indossando il pigiama e le infradito. Stefania Cappa ha descritto la giovane come particolarmente agitata e spaventata, ricordando che continuò a guardarsi intorno anche dopo essere rientrata in casa.

La testimone ha inoltre precisato di ritenere di aver raccontato quell’episodio agli investigatori già nelle prime fasi dell’inchiesta. Tuttavia, secondo quanto emerso dai nuovi accertamenti, di quella circostanza non vi sarebbe traccia nella documentazione investigativa disponibile.

Le nuove dichiarazioni vengono ora esaminate dalla Procura di Pavia, che ha riaperto il fascicolo concentrando gli accertamenti su Andrea Sempio, attualmente indagato nell’ambito della nuova inchiesta. Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, resta estraneo a questo nuovo filone investigativo.

L’episodio descritto da Stefania Cappa viene considerato rilevante perché potrebbe offrire nuovi elementi sullo stato d’animo della vittima nei giorni precedenti all’omicidio. Resta però da chiarire quale fosse la causa dell’allarme e se quell’episodio abbia avuto o meno un collegamento con quanto accaduto successivamente.

Tra le ipotesi emerse nel corso degli anni vi è anche quella che Chiara Poggi potesse essere particolarmente allarmata da eventuali intrusioni o da situazioni che la preoccupavano. Al momento, tuttavia, non esistono elementi accertati che consentano di collegare direttamente quell’episodio al delitto.

La nuova testimonianza riaccende infine il dibattito sulle modalità con cui furono condotte le prime indagini. Sarà ora compito degli inquirenti verificare se il racconto fosse stato effettivamente riferito all’epoca e, in caso affermativo, perché non sia stato approfondito o inserito nei verbali dell’inchiesta.

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