
Giornata ad alta tensione per la maggioranza alla Camera, dove l’esame della nuova legge elettorale ha fatto emergere profonde divisioni tra i partiti che sostengono il governo Meloni. L’emendamento presentato da Fratelli d’Italia per introdurre, in forma limitata, il sistema delle preferenze è stato infatti respinto con il voto segreto dell’Aula.
La proposta è stata bocciata con 188 voti contrari e 187 favorevoli: un solo voto di scarto che rappresenta una battuta d’arresto per il principale partito della coalizione.
20.36 – I vannacciani si filmano per non essere accusati
Durante il voto a scrutinio segreto, circa 30 «franchi tiratori» della maggioranza hanno votato contro l’emendamento sulle preferenze, che è così stato affossato. Temendo di essere accusati di far parte della pattuglia dei franchi tiratori, i parlamentari entrati nel partito di Vannacci hanno filmato il proprio voto, come si vede in questo video.
19.56 – Opposizioni: “Elezioni subito”
«Elezioni, elezioni», è il coro che si è levato subito dopo la
bocciatura dell’Aula di Montecitorio all’emendamento presentato dal
centrodestra alla riforma elettorale.
19.45 – Schlein: «Un voto contro l’arroganza
«Questo è stato un voto contro l’arroganza di chi pensa che in un paese
a crescita zero, con salari più bassi d’Europa, con le liste d’attesa più lunghe, con i costi dell’energia più alti, la priorità fosse la legge elettorale». Lo ha detto in Aula Elly Schlein dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze presentato dalla maggioranza. «Hanno fallito ed è il momento di andare a casa», ha aggiunto Schlein che, rivolgendosi ai banchi del centrodestra aggiunge: «Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa»
18.45 – Salta intesa di maggioranza
L’emendamento era stato depositato da Fratelli d’Italia senza la firma di Lega e Forza Italia, inizialmente contrarie all’introduzione delle preferenze.
Nelle ore precedenti alla votazione sembrava però essere stato raggiunto un compromesso su un sistema di preferenze “soft”, che avrebbe mantenuto un ruolo centrale delle candidature bloccate e quindi un ampio margine di scelta ai vertici dei partiti.
Nonostante il parere favorevole del Governo e della Commissione, il voto segreto ha ribaltato gli equilibri, facendo venir meno l’intesa tra gli alleati e determinando la bocciatura dell’emendamento.


