
Alcuni politici, giornalisti e manager di aziende considerate strategiche sarebbero finiti nel mirino di una campagna di spionaggio informatico che avrebbe sfruttato l’app di messaggistica Signal. A rivelarlo è la Repubblica, che riferisce di un’indagine condotta dall’intelligence italiana e dalla Polizia Postale su presunti collettivi di hacker legati alla Russia.
Tra le persone coinvolte figura la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, da tempo tra le esponenti europee più critiche nei confronti del Cremlino. Secondo quanto riportato, nella lista degli obiettivi ci sarebbe anche un giornalista dello stesso quotidiano la Repubblica.
L’inchiesta ipotizza che gli attacchi siano stati condotti attraverso Signal, l’applicazione di messaggistica cifrata utilizzata anche per lo scambio di informazioni riservate. L’obiettivo degli hacker non sarebbe stato quello di violare il sistema di crittografia della piattaforma, ma di sfruttare tecniche di ingegneria sociale per ottenere l’accesso agli account delle vittime.

Il meccanismo, secondo quanto emerso, prevedeva l’invio di un messaggio apparentemente proveniente dal servizio di sicurezza di Signal. Seguendo le istruzioni contenute nella comunicazione, ad esempio condividendo un codice di verifica o autorizzando il collegamento di un nuovo dispositivo, gli utenti concedevano inconsapevolmente agli aggressori l’accesso alle proprie conversazioni.
Gli investigatori precisano che la crittografia di Signal non sarebbe stata compromessa. L’intrusione, infatti, sarebbe avvenuta esclusivamente attraverso l’inganno degli utenti, sfruttando procedure di autenticazione apparentemente legittime.
Secondo quanto riportato, in Italia gli obiettivi sarebbero stati selezionati in modo mirato, scegliendo persone con incarichi istituzionali, giornalistici o aziendali ritenuti di particolare interesse strategico. Un elemento che rafforza l’ipotesi di un’attività di spionaggio organizzata.
Campagne analoghe sarebbero state individuate anche in Germania e nei Paesi Bassi, dove nel mirino sono finiti politici, diplomatici, militari e giornalisti. Gli episodi confermerebbero una strategia estesa a diversi Paesi europei.
L’indagine si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le minacce informatiche attribuite a gruppi vicini a Mosca. Già a febbraio, alla vigilia delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, le autorità italiane avevano bloccato una serie di attacchi informatici di presunta origine russa contro siti collegati all’evento.
Nella stessa campagna cyber erano stati presi di mira anche portali e sedi del Ministero degli Esteri, compresa l’ambasciata italiana a Washington. Le indagini proseguono per accertare responsabilità, modalità operative e l’eventuale portata della rete di spionaggio informatico.


