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“Perché lo ha picchiato”. Il famoso cantante nei guai, follia totale

Pubblicato: 15/07/2026 13:28

Una normale serata dedicata alla spesa si è trasformata in pochi istanti in un episodio di violenza che ora è al centro di un’indagine della magistratura. Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto sarebbe iniziato con insulti e provocazioni rivolti a due giovani, per poi degenerare in un’aggressione fisica che ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Un episodio che ha riportato l’attenzione sui reati motivati dall’odio e sulle conseguenze che possono derivare da comportamenti discriminatori.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza e gli accertamenti svolti nelle settimane successive hanno consentito agli inquirenti di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare alcuni dei presunti responsabili. L’inchiesta, ancora in corso, punta ora a chiarire il ruolo avuto da ciascuna delle persone coinvolte.
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L’aggressione fuori dal supermercato

I fatti risalgono alla sera di domenica 1° marzo, quando, poco dopo le 22.30, due studenti di 19 e 20 anni sono usciti dal supermercato Carrefour di piazzale Siena, a Milano, con le borse della spesa.

Entrambi, nati in Argentina e di religione ebraica, indossavano la kippah e lo tzitzit. Secondo quanto denunciato dalle vittime, un gruppo composto da circa dieci giovani, descritti come ragazzi con tratti somatici nordafricani, avrebbe iniziato a insultarli non appena li ha notati.

Sempre secondo il racconto dei due studenti, dal gruppo sarebbero partite frasi come “F*ck Israel”, accompagnate da gesti di sfida e minaccia.

Le vittime hanno riferito agli investigatori che l’intento sarebbe stato quello di deriderli e discriminarli per la loro religione.

Il pestaggio e il ferimento del 19enne

La situazione sarebbe rapidamente degenerata. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, uno dei componenti del gruppo si sarebbe avvicinato al ragazzo di 19 anni colpendolo con pugni al volto.

Dopo l’aggressione, il branco si sarebbe allontanato dal luogo dell’episodio.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno soccorso il giovane trasportandolo in ospedale.

I medici hanno riscontrato una frattura del setto nasale, giudicando le lesioni guaribili in 15 giorni.

Le indagini dei carabinieri

Le indagini sono state condotte dai carabinieri, che hanno ricostruito quanto accaduto grazie all’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno e nei pressi del supermercato.

Determinanti si sono rivelati anche gli altri sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. I fotogrammi acquisiti sono stati inseriti nelle banche dati delle forze dell’ordine, consentendo agli investigatori di identificare alcuni dei soggetti presenti quella sera.

Secondo gli accertamenti, tra le persone individuate figura anche il trapper Sacky, all’anagrafe Sami Abou El Hassan, artista appartenente al collettivo Seven Zoo, nato nelle aree popolari di piazzale Selinunte e San Siro.

Gli investigatori ritengono che il rapper avrebbe indicato al gruppo la presenza dei due studenti mentre uscivano dal supermercato, sollevando il braccio destro.

Negli atti dell’inchiesta viene inoltre riportato che, prima di allontanarsi, avrebbe toccato con la mano destra il giovane di 19 anni, «senza mostrare alcuna dissociazione dall’azione illecita».

Gli altri indagati

Le indagini hanno portato anche all’individuazione di Hamza Abdurahman, 23 anni, ritenuto dagli investigatori il presunto autore materiale dell’aggressione.

Il giovane, descritto come amico del rapper, era stato individuato lo scorso 14 maggio dagli investigatori del Nucleo Informativo di Milano, guidati dal colonnello Emanuele Leuzzi e coordinati dal pubblico ministero Francesco Cajani.

Per il 23enne erano stati disposti gli arresti domiciliari.

Secondo quanto ricostruito finora, sarebbe stato lui a colpire fisicamente il 19enne con i pugni che gli hanno provocato la frattura del setto nasale.

Nell’inchiesta compare anche un terzo giovane, di 26 anni, che si trovava insieme agli altri due. Nei suoi confronti è stata contestata l’omissione di soccorso. Secondo gli investigatori, quando il ragazzo ferito era già a terra, si sarebbe allontanato senza richiedere l’intervento dei soccorsi.

L’attività investigativa prosegue per ricostruire nel dettaglio tutte le responsabilità legate all’episodio avvenuto a Milano, mentre gli elementi raccolti dalle immagini di videosorveglianza continuano a rappresentare uno dei principali punti di riferimento dell’inchiesta.

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