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Santanchè, nuovo processo in vista per l’ex ministra: «Bancarotta di tre società e truffa allo Stato»

Pubblicato: 15/07/2026 17:12

Nuova grana giudiziaria per Daniela Santanchè. La Procura ha notificato un avviso di conclusione delle indagini nei confronti dell’ex ministra e attuale senatrice di Fratelli d’Italia, contestandole il presunto coinvolgimento nella bancarotta di tre società legate al gruppo Visibilia, Ki Group Holding, Ki Group Srl e Bioera, oltre a un’ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’inchiesta, coordinata dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà, apre la strada a un possibile nuovo processo per Santanchè, che si aggiungerebbe agli altri procedimenti già in corso: quello relativo ai presunti falsi nei bilanci Visibilia e quello sull’utilizzo dei contributi Covid.

Secondo l’accusa, per quanto riguarda Ki Group Holding, fallita nel giugno 2025, al centro delle contestazioni ci sarebbe un’operazione societaria che avrebbe portato alla nascita di una nuova società operativa attraverso lo scorporo di un ramo d’azienda. Per la Procura, questa operazione avrebbe trasformato la società originaria in una sorta di contenitore privo di attività, con una valutazione del ramo trasferito ritenuta non corretta dagli investigatori.

Tra gli aspetti contestati figura anche il mancato pagamento di circa 3,3 milioni di euro di debiti erariali, pari a una parte significativa del passivo accumulato dalla società prima del fallimento. I pm contestano inoltre la distribuzione di dividendi per circa 4 milioni di euro nel 2015 e 1,4 milioni nel 2016, ritenuti dall’accusa non sostenuti da effettivi risultati economici.

Nel fascicolo della Procura rientrano anche due finanziamenti ottenuti da Banca Progetto nel 2020, per un totale di circa 2,4 milioni di euro. Secondo l’accusa, le somme sarebbero state richieste per attività di marketing ma sarebbero poi state utilizzate per trasferimenti verso altre società collegate al gruppo, in modo non conforme alla finalità dichiarata.

Per quanto riguarda Ki Group Srl, fallita nel dicembre 2023 con un passivo di circa 2 milioni di euro, gli investigatori contestano presunte irregolarità nei bilanci 2019 e 2020, tra cui l’indicazione di un avviamento da 10 milioni di euro che, secondo la Procura, avrebbe dovuto essere svalutato. Nel mirino anche un aumento di capitale ritenuto dagli inquirenti collegato a movimentazioni interne tra società del gruppo.

Sempre nell’ambito dell’indagine vengono analizzati alcuni pagamenti per presunte consulenze alla società riconducibile all’ex compagno di Santanchè, Giovanni Canio Mazzaro. Secondo l’accusa, si tratterebbe di prestazioni non effettivamente svolte per importi complessivi superiori ai 250mila euro.

Un altro capitolo riguarda l’ipotesi di truffa aggravata allo Stato relativa a una richiesta di finanziamento agevolato a Invitalia per circa 2,7 milioni di euro e a un credito d’imposta da 600mila euro. Secondo la Procura, sarebbero stati dichiarati elementi non corrispondenti alla situazione reale per ottenere i benefici previsti.

La terza società coinvolta è Bioera, dichiarata fallita nel dicembre 2024. Qui gli inquirenti contestano presunte distrazioni a favore di società collegate e compensi agli amministratori ritenuti sproporzionati, per circa 2,1 milioni di euro tra il 2018 e il 2023. Nell’inchiesta risultano indagate anche altre persone tra amministratori e sindaci delle società coinvolte. Le accuse dovranno ora essere valutate nelle successive fasi giudiziarie.

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