
Il mondo del fumetto italiano perde uno dei suoi autori più originali e prolifici. Romano Garofalo, giornalista, scrittore e sceneggiatore, è morto mercoledì 15 luglio a Rimini all’età di 84 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all’Adnkronos da amici della famiglia. Con oltre mezzo secolo di attività, Garofalo ha lasciato un segno profondo nella cultura popolare italiana, creando personaggi rimasti nell’immaginario collettivo come Jonny Logan e MostrAlfonso, capaci di unire comicità, satira e critica sociale.
Da Jonny Logan a MostrAlfonso: una carriera lunga oltre cinquant’anni
Nato a Rimini l’11 novembre 1941, Garofalo si laureò in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna, per poi trasferirsi a Milano, dove iniziò a collaborare con il mondo dell’editoria. Fu proprio in quegli anni che propose alla casa editrice Dardo un nuovo personaggio destinato a diventare uno dei fumetti italiani più popolari degli anni Settanta: Jonny Logan.
Il primo numero arrivò in edicola nel luglio del 1972, con i disegni di Leone Cimpellin, che firmava le tavole con lo pseudonimo di Ghilbert. La serie proseguì fino al dicembre 1978, imponendosi grazie a una formula innovativa che mescolava avventura, umorismo e una pungente lettura della società italiana.
Il protagonista, Giovanni Loganetti, meglio conosciuto come Jonny Logan, aveva il volto ispirato all’attore Lando Buzzanca. Insieme alla sua improbabile squadra di cacciatori di taglie milanesi affrontava vicende che diventavano lo spunto per raccontare i grandi temi dell’Italia di quegli anni: corruzione politica, criminalità organizzata, divorzio, pressione fiscale, immigrazione interna e trasformazioni sociali, sempre con uno stile ironico e surreale.
Il successo fu tale da portare Jonny Logan anche in televisione, grazie agli episodi animati trasmessi nello storico programma SuperGulp!, contribuendo a far conoscere il personaggio anche al grande pubblico.

Un autore capace di innovare il fumetto italiano
Oltre a Jonny Logan, Garofalo diede vita a numerose altre serie che attraversarono decenni di editoria italiana. Nel 1979 nacque Alfonso, poi conosciuto come MostrAlfonso, personaggio che ottenne una lunga vita editoriale tra albi, Corriere dei Piccoli e produzioni animate.
Negli anni successivi firmò decine di fumetti insieme ad alcuni dei più importanti disegnatori italiani, tra cui Giorgio Cavazzano, Giorgio Trevisan, Magnus, Silver, Silvano Sacchetti, Marzio Lucchesi, Giovanni Zaccagnini e molti altri. Tra le opere più note figurano Medium, Slim Norton, Gangster Story, Don Scoppola, Green Village, Aquarium, Il vigile e l’automobilista, Il portiere e Il professore.
Negli ultimi anni aveva continuato a lavorare nel mondo della satira e del fumetto digitale attraverso il quotidiano multimediale ItalianComics.it, mantenendo vivo quello sguardo critico e ironico che aveva caratterizzato tutta la sua produzione.
L’omaggio di Rimini e gli ultimi progetti dedicati al cinema
Negli ultimi anni Garofalo aveva rivolto sempre più interesse al cinema, sviluppando il progetto “Dal Fumetto al Film”, una raccolta di quaranta soggetti pensati per diventare film, serie televisive o opere d’animazione. Da quell’iniziativa nacque anche la mostra ospitata nel 2023 al Fellini Museum e al Cartoon Club di Rimini.
Tra i progetti ai quali era più legato figurava “Viaggio agli Inferi”, sceneggiatura originale ispirata al celebre e mai realizzato “Il viaggio di G. Mastorna” di Federico Fellini. Garofalo immaginava quell’opera sia come lungometraggio d’animazione sia come film con attori, un’idea alla quale aveva continuato a lavorare con convinzione.
Il Comune di Rimini ha ricordato Garofalo come uno dei protagonisti della cultura popolare italiana, capace di attraversare oltre cinquant’anni di fumetto con uno sguardo ironico, intelligente e sempre attento ai cambiamenti della società. Un omaggio particolarmente significativo mentre la città ospita una nuova edizione del Cartoon Club, manifestazione alla quale l’autore aveva legato una parte importante della propria carriera artistica.


