
Il mondo della musica piange Calvin Hayes, cofondatore dei Johnny Hates Jazz, morto all’età di 63 anni nella sua abitazione di Washington, negli Stati Uniti. A confermare la scomparsa è stata la moglie Kathy, spiegando che il musicista è improvvisamente crollato in casa. Con lui se ne va uno degli artefici di alcune delle canzoni simbolo del pop degli anni Ottanta, come Shattered Dreams e Turn Back the Clock.
La notizia ha suscitato profonda commozione tra i fan della band e tra gli artisti che hanno condiviso con Hayes una delle stagioni più fortunate della musica britannica.
Il ricordo commosso dei Johnny Hates Jazz
A salutare pubblicamente l’amico sono stati Clark Datchler e Mike Nocito, gli altri due fondatori dei Johnny Hates Jazz, con un messaggio diffuso attraverso i canali ufficiali del gruppo.
I due musicisti hanno raccontato di essere rimasti profondamente sconvolti dalla notizia e di aver voluto attendere prima di renderla pubblica, per condividere il dolore con le persone più vicine a Hayes. Nel loro ricordo emerge soprattutto il forte legame umano nato durante gli anni del successo: “Eravamo fratelli d’armi in un momento straordinario della nostra vita, quando siamo riusciti a raggiungere il mondo con la musica che avevamo creato insieme”.
Pur avendo lasciato la band da molti anni, Hayes continuava a sentirsi profondamente legato a quell’esperienza artistica e, secondo gli ex compagni, era ancora orgoglioso del successo ottenuto con Turn Back the Clock, album che continua a essere apprezzato da appassionati di tutto il mondo.
Dagli esordi al successo internazionale
Nato a Londra il 27 novembre 1962, Calvin Hayes fondò i Johnny Hates Jazz nel 1986 insieme a Clark Datchler e Mike Nocito. Il grande successo arrivò nel 1987 con Shattered Dreams, singolo che conquistò le classifiche internazionali entrando nella Top 10 di numerosi Paesi.
L’anno successivo la band pubblicò Turn Back the Clock, l’album che consacrò definitivamente il gruppo. Il disco raggiunse il vertice delle classifiche britanniche e diede vita a una serie di successi come I Don’t Want to Be a Hero, Heart of Gold e la title track Turn Back the Clock. Tra il 1987 e il 1988 i Johnny Hates Jazz furono ospiti per otto volte dello storico programma televisivo britannico Top of the Pops, diventando uno dei gruppi pop più popolari del periodo.
Gli anni difficili e l’addio alla band
Dopo il trionfo del primo album, il cantante Clark Datchler lasciò il gruppo per intraprendere la carriera solista e venne sostituito da Phil Thornalley, già bassista dei Cure. Il secondo album, Tall Stories, non riuscì però a ripetere il successo del debutto e la band entrò progressivamente in una fase di declino.
Anche la vita personale di Hayes fu segnata da un grave incidente automobilistico che lo costrinse a trascorrere quasi un anno immobilizzato in un busto ortopedico, rallentando inevitabilmente la sua attività musicale. Negli anni Novanta si allontanò dai riflettori, mentre il gruppo tornò a riunirsi soltanto nel 2009. Hayes lasciò nuovamente la formazione l’anno successivo.
Una carriera oltre i Johnny Hates Jazz
Oltre all’avventura con i Johnny Hates Jazz, Calvin Hayes collaborò con diversi artisti della scena musicale britannica. Tra le esperienze più note figurò quella come batterista nella band che accompagnava Kim Wilde durante le attività promozionali.
Era inoltre figlio del celebre produttore discografico Mickie Most, figura storica dell’industria musicale britannica che contribuì al successo di numerosi artisti internazionali.
Sul piano personale, Hayes ebbe una relazione sentimentale con Kim Wilde alla fine degli anni Ottanta. La cantante arrivò a definirlo, in un’intervista del 1988, “la cosa più bella che mi sia mai capitata”. Sebbene la loro storia sia poi terminata, i due avrebbero mantenuto negli anni un rapporto cordiale.


