
Nel calcio moderno le sfide non si giocano soltanto sul terreno di gioco. Accanto ai risultati sportivi, infatti, pesa sempre di più la capacità dei club di mantenere i conti in equilibrio e rispettare parametri finanziari sempre più stringenti. È un equilibrio delicato, nel quale ogni scelta di mercato, ogni investimento e ogni cessione possono incidere sul futuro di una società tanto quanto una vittoria o una sconfitta.
Negli ultimi anni gli organismi internazionali hanno rafforzato i controlli sulla sostenibilità economica dei club, introducendo regole che impongono un progressivo contenimento delle perdite. Chi non rispetta gli obiettivi fissati può andare incontro non solo a sanzioni economiche, ma anche a limitazioni sul mercato e, nei casi più gravi, a provvedimenti che incidono direttamente sulla partecipazione alle competizioni europee.
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L’accordo tra Juventus e Uefa
È in questo contesto che si inserisce il settlement agreement sottoscritto dalla Juventus con la Uefa, formalizzato il 30 giugno dopo lo sforamento della Football Earnings Rule registrato nel triennio 2023-2025.
L’intesa, della durata di tre anni, definisce un percorso di rientro che dovrà consentire al club bianconero di riportare gradualmente il proprio bilancio entro i parametri richiesti dalla normativa europea, con l’obiettivo di raggiungere la piena conformità entro il 2028.
Per il 2026 la società dovrà contenere il deficit di Football Earnings entro i 5 milioni di euro. La soglia potrà arrivare fino a 60 milioni soltanto nel caso in cui la differenza venga coperta attraverso ricapitalizzazioni o operazioni di equity.
Nel 2027 il traguardo sarà ancora più rigoroso, con l’obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio, mentre nel 2028 la verifica riguarderà il risultato complessivo maturato nel triennio, che dovrà rispettare integralmente i criteri previsti dalla Uefa.

Le sanzioni economiche e i limiti sul mercato
L’accordo prevede anche una sanzione economica complessiva di 20 milioni di euro, suddivisa tra una quota fissa e una parte subordinata al rispetto degli obiettivi intermedi.
I primi 6 milioni dovranno essere versati senza condizioni, mentre i restanti 14 milioni saranno applicati soltanto in caso di mancato raggiungimento dei target previsti. In particolare, sono previsti 4 milioni di penalità in caso di sforamento nel 2026, altri 5 milioni qualora non venga rispettato l’obiettivo del 2027 e ulteriori 5 milioni nel caso di mancato raggiungimento del traguardo finale.
La Uefa ha inoltre previsto un aggravamento delle sanzioni qualora la Juventus dovesse presentare dati contabili non conformi oppure elaborati su un perimetro societario ritenuto non corretto.
Accanto all’aspetto finanziario sono previste anche limitazioni sul calciomercato. Per la stagione 2026/27 il club sarà infatti sottoposto al vincolo del List A Transfer Balance, che impedirà di iscrivere alla lista Uefa nuovi calciatori con un costo superiore ai risparmi ottenuti attraverso le cessioni.
In questo quadro assume particolare rilievo l’uscita di Dusan Vlahovic, il cui ingaggio da 12 milioni di euro netti rappresenta un importante alleggerimento dei costi della rosa e contribuisce al rispetto dei parametri richiesti nella stagione in corso.
Negli esercizi successivi, tuttavia, i margini resteranno limitati qualora il rapporto tra il costo complessivo della squadra e i ricavi dovesse superare la soglia del 70%.

Il rischio dell’esclusione dalle coppe
La Juventus punta a rispettare il percorso concordato con la Uefa e guarda anche alla possibilità di uscire anticipatamente dal regime di controllo nel 2028, eventualità che potrebbe concretizzarsi se i bilanci relativi agli esercizi 2025, 2026 e 2027 risulteranno già pienamente in linea con gli obiettivi fissati.
L’accordo, però, contiene anche una clausola particolarmente severa. In presenza di violazioni considerate gravi oppure di uno sforamento superiore alla soglia di tolleranza fissata in 20 milioni di euro, il settlement agreement potrà essere revocato.
In questo scenario il club bianconero andrebbe incontro alla conseguenza più pesante prevista dal regolamento: la possibile esclusione immediata dalle competizioni europee in una delle tre stagioni successive. Un’eventualità che la società punta a evitare rispettando tutte le tappe del piano di risanamento concordato con l’organismo calcistico europeo.


