
Dietro la comicità e l’ironia che da decenni caratterizzano la sua carriera si nasconde una ferita mai del tutto rimarginata. Giorgio Panariello è tornato a parlare della morte del fratello Franco, scomparso nel 2011 all’età di 50 anni dopo una lunga battaglia contro la tossicodipendenza. Lo ha fatto in un’intervista concessa a Vanity Fair, nella quale ha raccontato anche il nuovo momento professionale che lo porterà presto a tornare in televisione con un progetto targato Mediaset.
L’attore e comico ha spiegato come proprio il racconto di quella tragedia familiare, trasformato prima in uno spettacolo teatrale e poi in un libro, sia diventato anche un modo per elaborare il dolore e offrire un messaggio di speranza a chi vive esperienze simili.
Il ritorno in televisione con un nuovo progetto
Panariello ha raccontato di attraversare una fase particolarmente positiva dal punto di vista creativo. Dopo anni dedicati soprattutto al teatro, sente di avere il materiale giusto per tornare con un programma tutto suo.
“Sono quasi dodici anni che non faccio un mio programma televisivo. L’ultimo è stato Panariello sotto l’albero, su Rai 1″, ha spiegato. Nel frattempo ha raccolto idee, testi e nuove esperienze grazie agli spettacoli La favola mia ed E se domani, portati in tournée con decine di repliche.
Il comico ha anche espresso il desiderio di creare uno spazio dedicato ai giovani artisti, sottolineando come oggi la televisione abbia perso la capacità di far crescere nuovi talenti, privilegiando invece volti già affermati. Quanto al politicamente corretto, ha lasciato intendere che nel nuovo programma potrebbe concedersi qualche libertà in più.
Il ricordo del fratello Franco
Il momento più intenso dell’intervista riguarda però il fratello Franco, trovato morto nel 2011 su una panchina a Città Giardino, a Viareggio, dopo una lunga e tormentata storia di dipendenza dalla droga.
Panariello ha raccontato che durante il lockdown, mentre stava lavorando allo spettacolo La favola mia, si è reso conto che non avrebbe potuto raccontare la propria vita senza affrontare anche quella pagina così dolorosa.
“Inizialmente dovevano essere solo due cose sul palco, ma poi mi sono accorto che non bastava. Ho iniziato a scrivere di getto la mia storia”, ha spiegato.
“Scrivere mi ha aiutato e può aiutare anche gli altri”
Da quel percorso è nato anche un libro nel quale Panariello ha deciso di raccontare apertamente il rapporto con il fratello e il dolore della sua perdita.
L’attore ha spiegato che mettere nero su bianco quei ricordi gli ha permesso di affrontare una sofferenza rimasta per anni dentro di sé, ma anche di offrire conforto a chi si trova a vivere situazioni analoghe.
“Ho scoperto che scrivere la mia storia poteva aiutare anche altre persone che hanno vissuto la mia stessa esperienza. Chi attraversa certe vicende sa quanto sia difficile, ma da queste cose si può uscire. È questo il messaggio che spero di aver trasmesso”, ha concluso.


