
Un velo di profondo cordoglio avvolge l’Italia per la scomparsa di una figura simbolo, un uomo che ha saputo guidare con tenacia e visione uno dei momenti più bui della storia del nostro Paese. Abbiamo perso il politico del terremoto Antonio Sacchetto. Colui che nel 1976 e negli anni seguenti definì la procedura per la ricostruzione pietra su pietra del borgo italiano post terremoto. Il suo nome resta indissolubilmente legato alla rinascita di un territorio ferito a morte ma capace di rialzarsi con dignità e straordinaria determinazione.
Tutto ebbe inizio in quella drammatica serata che ha cambiato per sempre il volto e la memoria della regione. 6 maggio 1976: erano le 21 quando un violento terremoto colpì il Friuli Venezia Giulia spazzando via interi paesi. La terra continuò a tremare per mesi con una violenza inaudita, tanto che si registrarono moltissime le repliche, le più forti registrate nel mese di settembre. L’”Orcolat”, così fu soprannominato dai locali il mostro sismico, causò quasi mille vittime, radendo al suolo interi centri storici e lasciando migliaia di famiglie senza una casa.
Il modello Friuli e la nascita della moderna Protezione Civile
Di fronte alle macerie e alla disperazione, la risposta delle istituzioni locali e nazionali divenne un esempio di efficienza studiato in tutto il mondo. L’emergenza, grazie all’attività dell’allora commissario Zamberletti, segnò un punto di svolta per la nascita della moderna protezione civile. In questo contesto, il ruolo dell’amministrazione comunale fu determinante per evitare lo spopolamento e la perdita dell’identità culturale.
La scelta coraggiosa di non cedere alla rassegnazione portò alla pianificazione di una ricostruzione all’avanguardia per l’epoca, capace di coniugare sicurezza sismica e fedeltà architettonica. Ogni singola pietra venne catalogata e riposizionata dove si trovava prima del crollo, restituendo alla comunità il proprio cuore storico. La scomparsa dello storico primo cittadino lascia un vuoto incolmabile, ma il suo legame con la terra e la straordinaria opera di rinascita rimarranno un patrimonio immortale per le generazioni future.


